Il Regno Unito è, da sempre, un dei principali mercati del vino italiano. E nonostante le difficoltà che il commercio enoico affronta anche in Uk, resta strategico, per il vino made in Italy, sostenuto da una domanda sempre più orientata verso prodotti di qualità, autenticità e sostenibilità. Nel primo semestre 2026, le esportazioni italiane di vino verso il mercato britannico hanno raggiunto i 345,5 milioni di euro, confermando il Regno Unito come terza destinazione mondiale per il vino italiano dopo Stati Uniti e Germania. Con l’Italia che si conferma primo Paese fornitore per volumi esportati e il secondo per valore. Per mantenere e migliorare ancora questi primati, il Belpaese del vino è protagonista, oggi, a Londra, alla Royal Horticultural Halls - Lindley Hall, con la tappa londinese del “Simply Italian Great Wines”, il tour firmato Iem - International Exhibition Management, condotto da Marina Nedic e Giancarlo Voglino, tra le agenzie storiche in materia di internazionalizzazione del vino italiano.
Con cantine da diverse regioni d’Italia, ed un focus particolare sul Friuli Venezia Giulia, insieme a Veneto e Lazio, nella masterclass “Wine Lands: Tradition and Value. Regional Wine Focus on Veneto, Friuli Venezia Giulia and Latium”, promossa da Confagricoltura e condotta dal Master of Wine Peter McCombie.
Un appuntamento, quello firmato da Iem, che si inserice nel quadro di “The Italian Show”, evendo dedicato al settore Horeca e ai sapori italiani, che animato dal tradizionale walk-around wine Tasting, aperto agli operatori professionali del settore, con degustazioni e incontri b2b tra produttori e operatori del mercato britannico.
“In uno scenario caratterizzato dalla contrazione delle importazioni e dei consumi in volume, il vino italiano continua a dimostrare una significativa capacità di adattamento. I consumatori britannici - afferma Marina Nedic, managing mirector Iem - mostrano una crescente attenzione verso qualità, sostenibilità e identità territoriale, premiando le produzioni capaci di interpretare l’evoluzione della domanda nei segmenti premium e super premium. In questo quadro, il valore distintivo delle nostre denominazioni e dei nostri territori rappresenta un importante fattore competitivo”.
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