Il mercato dei fine wines ha toccato il punto più basso a febbraio 2026, ma da marzo è tornato a risalire registrando un aumento dei prezzi delle bottiglie per quattro mesi consecutivi. A confermarlo è l’analisi sul primo semestre 2026 di Cult Wine Investment, società inglese di investimenti in vino - con 200 milioni di sterline e 1,7 milioni di bottiglie di vino in gestione in 83 Paesi nel mondo - che spiega come la variazione mensile dell’indice è diminuita a gennaio del -0,08% e a febbraio del -0,01% per poi crescere a marzo del +0,05% e stabilizzarsi nei mesi successivi del +0,02% e del +0,03%. La ripresa, spiegano, è stata in gran parte sostenuta da una minoranza di etichette forti ed emergenti, invece, che dalla bottiglia conosciuta e riconosciuta.
Per le regioni con i maggiori aumenti di prezzo, Italia e Francia sono in testa nei primi 6 mesi del 2026, con la Toscana, per il Belpaese, sugli scudi con il +1,52%, come confermato anche dagli indici del Liv-Ex, la piattaforma di riferimento del mercato secondario e del collezionismo mondiale, analizzati da WineNews. Meno bene è andato, invece, il Piemonte (-0,36%). Oltralpe, la Champagne ha registrato il +0,63%, la Valle del Rodano il +0,35% e Bordeaux il +0,29%, mentre la Borgogna fatica ancora (-0,2%). Ed anche i vini pregiati degli Stati Uniti hanno visto i loro prezzi diminuire del -0,46%.
A marzo 2026 si è registrata anche la percentuale più alta di vini che hanno visto aumentare il loro prezzo, il 43,3%, stabilizzatasi, poi, a giugno a 43%, pur rimanendo inferiore a quella dei vini che, invece, hanno visto i loro prezzi diminuire, il 49,5%, mentre il restante 7,5% ha visto i propri prezzi rimanere invariati. Inoltre, i dati hanno mostrato che un quarto di tutti i vini ha chiuso il primo semestre 2026 con un prezzo compreso tra -1% e +1% sul prezzo iniziale, e due terzi con un prezzo superiore al +5%, segno che “i venditori hanno smesso di accettare offerte al ribasso e i prezzi hanno smesso di scendere per inseguirle”, come osservato Cult Wine Investment.
Tutto questo per quanto concerne i prezzi dei fine wines sul mercato, ma dei 5.393 vini effettivamente scambiati durante la prima metà dell’anno il quadro è leggermente diverso. Tra i vini scambiati, la quota di quelli in aumento è salita dal +36,7% di gennaio a oltre il +44% a maggio, segnando una “una variazione più marcata rispetto al mercato complessivo”. Ma il report evidenzia anche che i vini con oltre 50 anni hanno guadagnato in media il +2,9%, e che la fascia sopra le 500 sterline ha sovraperformato il mercato generale, come non hanno fatto, invece, alcune delle etichette più celebri e più valutate. E più alto è il punteggio della critica, più si abbassa il prezzo: i vini da 98-100 punti sono scesi in media del -0,43%, mentre quelli sotto i 90 punti sono saliti del +0,57%.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026



























































































































































































