Un’immersione subacquea per vedere da vicino il relitto di Mindora, un veliero affondato al largo di Dover, nel Canale della Manica, e una risalita dalle acque profonde 30 metri con in mano una bottiglia di birra. Ma non una birra qualunque: si tratta di una Guinness “Extra Stout London” del 1864, perfettamente sigillata ed intatta, rinvenuta dal subacqueo e fotografo amatoriale belga Stefan Panis nel 2025 ma che solo recentemente è diventata notizia di dominio pubblico, dopo che i sub hanno ottenuto il rapporto che collega effettivamente quel carico di alcolici alla nave. All’epoca era prassi comune infatti acquistare la Guinness direttamente dall’Irlanda, dove veniva prodotta, e spedirla a Londra in botti di legno. Una volta giunta a destinazione, la birra veniva trasferita in bottiglie di vetro più spesse per resistere al lungo viaggio per mare tra il Regno Unito e il Canada e, sebbene la nave mercantile non abbia mai raggiunto la sua meta, la robustezza della bottiglia le ha permesso di sopravvivere per 162 anni nelle profondità del Canale della Manica. Inoltre, è plausibile che la bottiglia ritrovata non sia l’unica del carico, ma che, anzi, faccia parte di una cassa da 24 unità. È stata richiesta quindi l’autorizzazione al Receiver of Wreck, l’ente pubblico responsabile della gestione dei beni recuperati dai relitti, per recuperare altre 3 bottiglie da sottoporre a ulteriori analisi. Alcuni campioni di birra sono stati inviati ai microbiologi specializzati dell’Università Ku Leuven, in Belgio, che hanno effettuato analisi sulla percentuale di alcol, sul contenuto di zuccheri e sugli aromi della Stout. Nel frattempo, anche i ricercatori della Guinness sperano di isolare il Dna del malto utilizzato, in maniera tale da riprodurre in piccole quantità la stessa birra, con gli stessi sapori, di 162 anni fa. Resta, comunque, un’ultima fantasticheria: bere la birra direttamente dalle bottiglie trovate sul fondale del relitto. I ricercatori stanno cercando di capire se queste siano ancora potabili o meno: molto sta nel capire se l’acqua di mare è penetrata o no all’interno attraverso i tappi di sughero.
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