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PRESÌDI DI SOCIALITÀ

Commercio di vicinato, obiettivo rilancio con le Zone Economiche Speciali di Prossimità

L’iniziativa di Confesercenti con il lancio della proposta di legge che punta a contrastare la desertificazione commerciale sostenendo i negozi
COMMERCIO DI VICINATO, CONFESERCENTI, NEGOZI DI VICINATO, PROPOSTA DI LEGGE, ZESPRO, ZONE ECONOMICHE SPECIALI DI PROSSIMITÀ, Non Solo Vino
Confesercenti lancia una proposta di legge per il commercio di vicinato

Una strategia contro la desertificazione commerciale, che valorizzi e diffonda le buone pratiche dei territori; misure fiscali a sostegno dei negozi esistenti e per favorire nuove aperture sotto casa; “condizioni più giuste rispetto ai giganti del web”, anche con misure fiscali compensative, ed ancora, un fondo dedicato e un Osservatorio Nazionale al Ministero delle Imprese e del made in Italy per portare dati e proposte ai tavoli decisionali. Il tutto puntando sull’istituzione e la disciplina delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZeSpro). Sono i pilastri della proposta di legge di Confesercenti nazionale per il commercio di prossimità con l’obiettivo di arrivare a 50.000 firme (28.000 quelle già ottenute).
La proposta di legge “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità” (si legge nella descrizione), “reca disposizioni volte a sostenere in modo strutturale le attività commerciali e i servizi di prossimità, contrastando i fenomeni di desertificazione commerciale e rafforzando il tessuto economico e sociale dei territori.
Il provvedimento persegue l’obiettivo di garantire la continuità dei servizi essenziali alla popolazione residente, valorizzando la rete degli esercizi di vicinato, i presìdi multiservizio e le forme di aggregazione tra imprese. Cuore della proposta è l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZeSpro), quali ambiti territoriali nei quali concentrare un insieme coordinato di misure a favore delle imprese del commercio e dei servizi di prossimità. All’interno delle ZeSpro è previsto un regime organico di interventi comprendente incentivi fiscali, misure di sostegno finanziario, contributi per l’avvio, il mantenimento e il rilancio delle attività economiche, nonché interventi di semplificazione amministrativa”. Confesercenti ha sottolineato che sono 140.000 le attività commerciali scomparse in 10 anni, una emorragia che abbraccia anche il wine & food considerando che in 1.100 comuni non c’è più “nemmeno un negozio di alimentari”. Emerge anche “uno scenario di polarizzazione tra tipologie distributive, con le attività di vicinato che non riescono a tenere il passo delle dinamiche di cui beneficiano Grande distribuzione e, soprattutto, Commercio elettronico”, con il rischio di un ulteriore svuotamento delle città e dei centri storici.
Anche un recente studio di Confcommercio, consultato da WineNews, metteva in evidenza il calo dei piccoli negozi alimentari (75.982, -17,9%) e dei minimercati (22.043, -17,9%) in un arco di tempo che va dal 2018 al 2025, confermando, di fatto, il momento difficile per i piccoli di negozi che però, allo stesso tempo, continuano a svolgere un’importanza fondamentale, anche dal punto di vista sociale, per i paesi.

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