Dopo mesi segnati dalla siccità e da una stagione giudicata tra le più deludenti degli ultimi anni dagli appassionati, nei boschi del Nord Italia tornano a comparire i primi porcini spontanei, favoriti dall’alternarsi di sole e pioggia che nelle ultime settimane ha interessato soprattutto Liguria, Piemonte, alta Toscana, Veneto ed Emilia Romagna. Le precipitazioni hanno timidamente riaperto la stagione della raccolta, offrendo ai cercatori i primi segnali di ripresa dopo un lungo periodo di scarsità..
Dalla Lombardia orientale fino all’alto Triveneto e dalla Liguria di Levante verso l’Emilia, la Lunigiana e la Garfagnana, le recenti piogge (che hanno causato anche qualche disagio, ndr) stanno restituendo umidità a prati e aree boschive, creando condizioni favorevoli allo sviluppo fungino. A sottolinearlo è Angelo Giovinazzo, che, nel monitoraggio quotidiano pubblicato su Funghimagazine.it, riportato dall’Ansa, evidenzia come “si tratti finalmente di “piogge che bagnano”, capaci di ripristinare il corretto equilibrio tra lettiera e humus e di alimentare anche le falde. Le prospettive, secondo l’esperto micologo, sono quindi incoraggianti, anche se le colonie fungine non riprenderanno immediatamente la loro attività riproduttiva. Fino a oggi, infatti, la quasi totale assenza di porcini estivi in pianura e collina aveva reso la stagione particolarmente frustrante per molti cercatori italiani”.
Un’eccezione si è registrata in luglio, quando alcune microzone del Paese hanno visto, quasi miracolosamente, vere e proprie esplosioni di porcini. “Al momento, precisa Giovinazzo, non si può ancora parlare di una vera e propria “buttata”, ma nei boschi qualcosa di “bello” sta già nascendo. I primi esemplari vengono infatti segnalati nelle abetaie della Valle d’Aosta, dell’alta Lombardia, del Trentino-Alto Adige e del Veneto settentrionale, alimentando l’ottimismo per una stagione autunnale che potrebbe finalmente riportare i funghi protagonisti nei boschi italiani”.
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