Fare la spesa pesa sempre di più sui bilanci delle famiglie italiane. Secondo un’indagine de “Il Sole 24 Ore” realizzata dai giornalisti Michela Finizio e Pietro Spotorno, negli ultimi 5 anni il costo del carrello della spesa è aumentato del +29,5%, una crescita nettamente superiore all’inflazione generale, che nello stesso periodo si è fermata al 21%. Il paniere analizzato dal quotidiano comprende 31 prodotti rappresentativi della spesa settimanale di una coppia con un figlio ed evidenzia come il costo complessivo sia passato da 100 euro nel 2021 a 129,50 euro nel 2026. L’aumento risulta sostanzialmente in linea con l’inflazione alimentare calcolata dall’Istat nello stesso periodo, pari al 30%, ma significativamente più elevato dell’andamento dei prezzi dell’intera economia.
A trainare i rincari sono soprattutto alcuni beni di largo consumo. Il caffè registra un aumento del +51%, l’olio extravergine d’oliva del +47% e gli ortaggi più utilizzati nella cucina italiana segnano complessivamente una crescita del +39%. Tra questi spiccano i pomodori per i quali si spende il +45% in più di 5 anni fa, seguiti dalle patate (+44%) e dalle melanzane (+41%). Crescono, inoltre, numerosi prodotti essenziali della spesa quotidiana, con aumenti superiori all’inflazione generale: le uova salgono del +43%, il riso del +44%, il pane del +28%, la passata di pomodoro del +26%, la pasta del +24% e il tonno in scatola del +25%.
L’inflazione si riflette anche sui prodotti della colazione: il prezzo del latte aumenta del +21%, mentre yogurt, merendine e biscotti registrano rincari del +27%.
Anche il comparto delle carni risente dell’aumento dei prezzi, con la carne bovina che cresce del +31% e il pollo del +33,7%, mentre il prosciutto cotto si limita a un incremento del +21,5%, sostanzialmente in linea con l’inflazione generale del periodo.
Sul fronte della frutta, l’indagine de “Il Sole 24 Ore” rileva un incremento medio del +14% per i prodotti inclusi nel paniere, limitato a mele e banane, i frutti maggiormente acquistati dalle famiglie. Il dato risulta inferiore rispetto all’aumento del +28,6% registrato dall’Istat per l’intero comparto, poiché non considera altre varietà che hanno subito rincari molto più marcati, come le fragole (+48%), i limoni (+37%) e le arance (+31%).
Tra i 31 prodotti analizzati - si legge tra le altre cose - l’aumento più contenuto riguarda il vino da tavola, cresciuto appena del +1,8%, ben al di sotto della media dell’inflazione generale.
L’indagine evidenzia, inoltre, che non sono aumentati soltanto i prezzi dei prodotti acquistati al supermercato, ma anche quelli di alcune spese quotidiane e ricorrenti: il caffè al bar è passato in media da 1,07 a 1,30 euro (+21%), come riportato anche da WineNews, un panino al bar costa il +21% in più, mentre il taglio dei capelli è rincarato del +14% per le donne e del +11% per gli uomini. Parallelamente, cresce il numero delle famiglie che dichiarano di aver ridotto la quantità o la qualità dei prodotti acquistati per far fronte all’aumento del costo della vita: nel 2024 la quota ha raggiunto il 31%, rispetto al 24,3% registrato nel 2021, conclude l’indagine.
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