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DAL 18 AL 20 SETTEMBRE

Riportare il vino al centro dell’esperienza: la lezione del “Festival Franciacorta in Cantina”

L’evento “di territorio” per eccellenza (che ha fatto scuola) fa riscoprire alle persone la bellezza della convivialità con le bollicine come “medium”

Da vera e propria mania, le bollicine italiane sono diventate un fenomeno non solo di consumo, destagionalizzato, sdoganato a tutto pasto, sia con la cucina di tradizione che con quella contemporanea, fresche, leggere, wellness, con o senza abbinamenti - quasi un “non vino” - ma anche di costume, arrivando a rappresentare un modo di vivere la vita. “All’italiana”, ovviamente: dietro al loro successo, ci sono anche motivazioni “sociologiche” perché rappresentano un “medium” di quella convivialità che tutto il mondo invidia all’Italia, declinandola in ogni situazione, enogastronomica, per fare festa o per brindare a qualcosa di speciale, in coppia o in compagnia. Ecco perché sono anche perfette per riportare il vino al centro dell’esperienza, come farà il “Festival Franciacorta in Cantina” (18-20 settembre), l’evento “di territorio” per eccellenza del vino italiano voluto dal Consorzio del prestigioso Metodo Classico (e che ha fatto scuola), per offrire alle persone l’occasione per un viaggio in Franciacorta per incontrare i produttori nelle cantine aperte - da Barone Pizzini a Bellavista, da Berlucchi a Bosio, da Ca’ del Bosco a Camilucci, da Castello Bonomi Tenute in Franciacorta a Contadi Castaldi, da Lo Sparviere a Majolini, da Marchesi Antinori Tenuta Montenisa a Monte Rossa, da Mosnel a Muratori, da Ricci Curbastro a Ronco Calino, da Terre d’Aenòr a Villa Franciacorta, per citarne solo alcune - e farsi raccontare il “Metodo Franciacorta”, la storia produttiva e l’identità della denominazione, unendo vino, cucina, natura e cultura. E divertimento.
Il “Festival Franciacorta in Cantina” 2026 rafforza la sua vocazione esperienziale ed “educational”, ampliando le occasioni di approfondimento e confronto rivolte al pubblico attraverso un ricco calendario di degustazioni, visite ed attività in alcuni dei luoghi più rappresentativi di questo angolo di Lombardia, perché tutto il territorio è coinvolto nell’evento, grazie anche alla Strada del Franciacorta, che, da oltre 20 anni, ne promuove le potenzialità turistiche, culturali ed enogastronomiche. Accanto alle iniziative organizzate dalle cantine, infatti, l’evento valorizza il contributo di ristoranti, strutture ricettive e operatori dell’accoglienza, che partecipano con proposte dedicate.
Tra le novità dell’edizione 2026, ci sarà la mostra dedicata alla zonazione, presentata per la prima volta alla “Design Week” di Milano e nuovamente visitabile al Consorzio Franciacorta - guidato da Emanuele Rabotti, e che riunisce oltre 200 soci - ad Erbusco: il percorso espositivo racconta il dialogo tra suoli, paesaggio e interpretazione del “Metodo Franciacorta”, offrendo uno sguardo approfondito sui fattori che contribuiscono a definirne il profilo distintivo, e rendendoli accessibili al pubblico. Ma il programma si amplierà grazie anche alle masterclass con Accademia Symposium, centro di alta formazione nei settori vitivinicolo ed enogastronomico (19-20 settembre), l’anima più formativa del Festival, perché non sono semplici degustazioni guidate da esperti come i sommelier Sara Missaglia, Nicola Bonera, Luca Boccoli e Simone Bevilacqua, ma aiuteranno a sviluppare una maggiore consapevolezza nell’assaggio attraverso il confronto, l’ascolto e il dialogo con professionisti del settore, dal Satèn, la tipologia più elegante e distintiva della Franciacorta, al confronto Franciacorta, Champagne e Prosecco, da una degustazione al buio all’abbinamento tra Franciacorta e una selezione di formaggi
Tra gli eventi nell’evento, la famiglia Moretti, che qui affonda le sue radici, accoglierà i suoi ospiti aprendo le porte di tutte le sue realtà. A Bellavista, un percorso guidato condurrà gli appassionati nelle gallerie della cantina con degustazione della trilogia Alma Assemblage in abbinamento a piccoli assaggi dalla cucina. La Terrazza diventerà una “Casa con Una finestra sulla Franciacorta” tra convivialità, calici e buon cibo (19-20 settembre). Il clou dell’ospitalità sarà l’incontro con il ristorante Casa Perbellini 12 Apostoli di Verona del tristellato chef Giancarlo Perbellini: il 19 settembre, le gallerie della cantina accoglieranno una serata speciale che porterà sulle colline di Bellavista lo spirito della storica insegna veronese, in un dialogo tra grande cucina, vini della Casa e cultura dell’accoglienza; il 20 settembre, invece, il pranzo diventerà un rito di convivialità con “Come a Casa di Giancarlo Perbellini” una passeggiata in cantina seguita da un pranzo pensato come una grande tavola condivisa, per poi spostarsi in terrazza per “Vini e Vinili” di Filippo Polidori.
A Contadi Castaldi, tra “Hello Sunshine in Terrazza” e “Golden Hour Sound” in Terrazza, la terrazza di Adro si trasformerà in un luogo di incontro e condivisione, accompagnato dalle bollicine e da una line-up musicale che vedrà protagonisti Radio Deejay, Human, Splendido Splendente, Mood, Ondagroove e Awalara. E con visite guidate in cantina e una masterclass dedicata all’identità di Contadi Castaldi con Gian Luca Uccelli e Chiara Giovoni (18-20 settembre).
Sul Monte Orfano, il Convento della Santissima Annunciata offrirà un’esperienza all’insegna della bellezza, del raccoglimento e della convivialità, ospitando la cucina contemporanea di Nativo Ortoecarbone con i Franciacorta Bellavista della collezione Alma Assemblage nelle versioni Extra Brut e Rosé, e la musica live dell’Orange Juice Acoustic Duo, mentre visite guidate alla vigna, alla cantina e agli ambienti del Convento offriranno agli ospiti l’opportunità di scoprire uno dei luoghi più affascinanti della Franciacorta (19-20 settembre).
E se Il Brunch del Quintale (19 settembre), un appuntamento dedicato ai sapori della cucina contemporanea in abbinamento ai vini di Contadi Castaldi, in un contesto informale e conviviale, il vigneto Le Brede, ai piedi di Villa Lechi, ospiterà 1 Km di Tela (20 settembre), un progetto della Pro Loco di Erbusco e della Fondazione Vittorio e Mariella Moretti, con 30 metri che diventano il campo di un’opera realmente collettiva, attraverso 5 atelier (con Barbara Prenka, Luca Cremona, Giovanni Stefano Rossi, Mattia Varini e Tina Moretti), ideati con la curatela di Edoardo Monti, fondatore e curatore della residenza d’artista di Palazzo Monti a Brescia, e Valentina Moretti, vicepresidente Holding Terra Moretti, con le sorelle Carmen e Francesca, e coordinatrice della Fondazione di famiglia. Un’opera che dipenderà dalle persone che la realizzeranno.
“Dove la terra incontra le stelle” è il fil rouge degli eventi a Castello Bonomi, la storica tenuta guidata dalla famiglia Paladin e unico château della Franciacorta, per far conoscere al pubblico il particolare mondo delle Riserve Lucrezia, i Franciacorta prodotti esclusivamente nelle grandi annate, le sue referenze più preziose, anticipando la presentazione di Lucrezia Etichetta Nera 2004, una rarissima Riserva prodotta in sole 250 bottiglie e affinata per oltre 20 anni sui lieviti che uscirà in ottobre. Si va da un’apericena conviviale (18 settembre) sull’esclusivo loggiato affacciato sui vigneti della tenuta con lo chef Alberto Bittu ed i migliori Franciacorta, a “Una Stella che attraversa il tempo” (19-20 settembre), un’esclusiva degustazione itinerante dedicata alle Riserve Lucrezia guidata dall’enologo, con tappe-degustazione al Villino, con Chardonnay e Lucrezia Etichetta Bianca 2011, e alle Terrazze, con Pinot Nero e Lucrezia Etichetta Nera 2011. Ma, per la prima volta, sarà aperto al pubblico anche il Parco del Castello, per degustazione Lucrezia Etichetta Nera in versione Magnum 2009 sotto il maestoso cedro. Ultima tappa, nel caveau della cantina dove si conservano le preziose Riserve. Ogni giorno, inoltre si potrà pranzare con gli chef del territorio oltre a L’Arte in Cucina di Bittu, anche con Hostaria Dolce Vita), e un calice di Franciacorta Cuvée 2022, e fare visite-degustazioni di vario tipo, dai vigneti alla cantina storica con Isole dei Sapori con ostriche, prosciutto crudo di Parma e altre prelibatezze per soddisfare tutti i palati.
È così che il Franciacorta oggi rappresenta un vero e proprio “outsider” del vino italiano: primo Metodo Classico prodotto in Italia e primo ad aver ottenuto la Docg, è l’espressione di un territorio piccolo, poco più di 3.000 ettari vitati nel cuore della Lombardia, ma anche di una tipologia, quella delle bollicine Metodo Classico, appunto, che, pur essendo una delle eccellenze dell’enologia made in Italy, rappresenta ancora una produzione limitata nel “mare magnum” del vino italiano, e nel suo export, che vale “solo” il 12% - con il mercato italiano a fare la parte del leone - e del quale è comunque un top player con 18,9 milioni di bottiglie nel 2025 per un giro d’affari stimato sui 500 milioni di euro. Ma con il vento in poppa per continuare a crescere ancora - con l’integrazione del vitigno autoctono Erbamat e la mappatura delle 134 Unità Geografiche Aggiuntive (Uga), che segnano il passaggio ad una viticoltura di precisione che sfida il cambiamento climatico - e verso un posizionamento ancora più al top del prezzo medio a bottiglia - arrivato a 24,45 euro - e continuando a puntare anche sulla capacità di invecchiamento sempre più richiesta alle bollicine italiane.

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