Unire il vino all’arte contemporanea per generare cultura, bellezza e valore condiviso. In occasione dei suoi 40 anni, Feudi di San Gregorio, cantina d’autore, simbolo della Campania e dell’Irpinia del Gruppo Tenute Capaldo, inaugura una nuova collaborazione continuativa con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, tra le più autorevoli istituzioni italiane dedicate all’arte contemporanea, ospitando una selezione di opere della collezione della Fondazione nell’azienda di Sorbo Serpico, tra ambienti interni ed esterni, creando un nuovo dialogo tra i linguaggi contemporanei dell’arte e dell’architettura con il vino e il paesaggio irpino, ed arricchendo il percorso di visita e creando un nuovo dialogo tra linguaggi contemporanei, cultura del vino e territorio.
“Da quarant’anni lavoriamo per raccontare l’Irpinia attraverso il vino, ma anche attraverso la cultura e la bellezza - racconta Antonio Capaldo, presidente Feudi di San Gregrorio - questa collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo rappresenta un passo naturale del nostro percorso. Crediamo che il dialogo tra arte contemporanea, impresa e territorio possa generare valore duraturo e contribuire a rendere sempre più attrattivo il territorio in cui operiamo. È uno dei principi chiave per cui siamo diventati, nel 2021, Società Benefit”.
“La collaborazione con Feudi di San Gregorio nasce dalla volontà di creare un dialogo tra l’arte contemporanea e un territorio profondamente legato alla propria cultura e alla propria identità - spiega Patrizia Sandretto Re Rebaudengo - portare alcune opere della collezione della Fondazione negli spazi della cantina significa sperimentare un nuovo modo di avvicinare il pubblico all’arte, mettendola in relazione con l’architettura, il paesaggio e la cultura del vino. Credo molto nella capacità dell’arte di generare connessioni e di contribuire alla crescita culturale dei territori: questa collaborazione ne è un esempio concreto”.
Negli ultimi anni le cantine sono diventate sempre più luoghi di produzione culturale oltre che agricola (come WineNews ha raccontato anche in un video, ndr). In questo scenario, Feudi di San Gregorio ha costruito un percorso originale che parte dalla convinzione che la nascita di un vino ha lo stesso processo creativo di un’opera d’arte. Negli anni l’azienda ha perseguito la ricerca della bellezza in ogni sua iniziativa - custode dei patriarchi della vite e case history di design d’impresa grazie alla collaborazione con Lella e Massimo Vignelli, ma anche contribuendo alla rinascita del vino di Pompei, grazie ad una forma speciale di partenariato pubblico-privato con il Parco Archeologico, tra i progetti più belli e significativi del vino al mondo - sviluppando un dialogo costante con il mondo del design, dell’architettura e dell’arte contemporanea e contribuendo ad attrarre un turismo qualitativo in Irpinia. La collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo si inserisce in questa visione e rafforza l’idea che la cultura possa essere un motore di sviluppo e attrattività per i territori, creando nuove connessioni tra comunità, visitatori e imprese.
La selezione riunisce quattro opere che, attraverso linguaggi e approcci differenti, riflettono sul rapporto tra corpo, natura, quotidianità e ambiente. Vanessa Beecroft è presente con la fotografia “Ein Blonder Traum” (1994), traccia di una performance in cui trenta donne, immobili e silenziose, diventano parte di una composizione costruita intorno allo sguardo e alla presenza del corpo. Il rapporto tra uomo e terra è al centro della serie fotografica “Senza titolo (Propaggine)” (1995) di Massimo Bartolini, nella quale l’artista interviene fisicamente in un campo coltivato, trasformando il paesaggio in uno spazio di relazione e appartenenza. Katja Novitskova, con “Mars Potential (Cat)” (2015), accosta, invece, immagini ad alta risoluzione di Marte a una fotografia di un gatto trovata online, mettendo in discussione la distinzione tra immagini scientifiche e contenuti digitali nel flusso contemporaneo delle informazioni. Chiude il percorso “Büsi (Kitty)” (2001) di Peter Fischli & David Weiss, un video che mostra un gattino mentre beve il latte: un’immagine apparentemente ordinaria che, cambiando contesto, acquista una nuova dimensione di stupore e meraviglia.
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