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FORMAZIONE

Cercasi talenti del vino di domani: torna il “Wine Business Program” di Italia del Vino

Il Consorzio lancia l’edizione n. 2 della scuola di alta formazione con Luiss Business School per rispondere al mismatch di competenze nel settore
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Al via il “Wine Business Program” di Italia del Vino

Trovare le professionalità giuste sta diventando una delle sfide più delicate per le filiere del made in Italy, compresa quella vitivinicola. Secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, tra il 2026 e il 2029 il comparto potrebbe esprimere un fabbisogno di oltre 900.000 lavoratori, circa un terzo della domanda complessiva prevista. E proprio nell’agroalimentare il problema del reperimento delle competenze è particolarmente evidente: nel 2025 il 38,6% delle assunzioni programmate risultava di difficile reperimento, una quota salita al 42% a giugno 2026. Dei 190.000 ingressi programmati nel mese, il 30% riguardava giovani under 30. Ma, tra la domanda di nuove professionalità e l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, si colloca il “Wine Business Program” 2026, il progetto promosso dal Consorzio Italia del Vino - che raggruppa 24 aziende leader del settore (Angelini Wines & Estates, Banfi, Bisol1542, Cà Maiol, Collis Heritage, Di Majo Norante, Diesel Farm, Donnachiara, Drei Donà, Duca di Salaparuta, Ferrari Fratelli Lunelli, Gruppo Italiano Vini-Giv, Gruppo Mezzacorona, Herita Marzotto Wine Estates, Le Monde, Librandi Antonio e Nicodemo, Lunae Bosoni, Marchesi di Barolo, Medici Ermete & Figli, Mesa, Oniwines, Terre de La Custodia, Torrevento e Zonin1821), operanti in 17 regioni vinicole italiane, con un fatturato complessivo che supera il miliardo e mezzo di euro e una quota export pari a circa il 15% dell’export nazionale di settore, coprendo una proprietà complessiva di 15.000 ettari vitati e muovendo una forza lavoro totale di oltre 3.500 unità dirette - in collaborazione con Luiss Business School, che rientra nel più ampio progetto Wine Business Academy del Consorzio, con l’obiettivo di formare le nuove professionalità del comparto vitivinicolo così da ridurre il divario tra le competenze acquisite nei percorsi di studio e quelle richieste oggi dal comparto. Il programma è rivolto principalmente a giovani laureandi e laureati interessati a costruire un percorso professionale nel settore, attraverso un modello che integra preparazione accademica, conoscenza del comparto ed esperienza diretta nelle imprese.
L’edizione 2026 prevede un periodo di formazione a Villa Blanc, sede della Luiss Business School a Roma, da settembre a novembre, per 16 partecipanti selezionati. Il percorso affronterà le principali aree del business, dal marketing e dalla comunicazione all’export, dalla gestione finanziaria alla strategia, insieme ai temi che ne stanno trasformando l’evoluzione, come digitalizzazione, Intelligenza Artificiale e sostenibilità.
“Attrarre giovani talenti è una sfida strategica per il nostro comparto, ma oggi non basta avvicinarli: dobbiamo creare le condizioni perché possano entrarvi con competenze adeguate e una conoscenza concreta delle imprese - spiega Roberta Corrà, presidente Consorzio Italia del Vino - le professionalità stanno evolvendo insieme al mercato: alle competenze sul prodotto si affiancano quelle manageriali, commerciali e digitali, la conoscenza dei mercati internazionali, la sostenibilità e la capacità di utilizzare le nuove tecnologie. La proposta della Wine Business Academy nasce proprio per costruire questo ponte tra talenti e aziende”.
“Con la seconda edizione del Wine Business Program confermiamo il nostro impegno a formare i futuri manager del vino, unendo competenze gestionali solide, dal marketing alla finanza, dall’internazionalizzazione alla sostenibilità, a una conoscenza approfondita delle dinamiche di un comparto strategico per il made in Italy - dichiara Raffaele Oriani, Dean della Luiss Business School - il percorso nasce e si sviluppa grazie al confronto costante con le imprese del settore, perché la formazione più efficace è quella che parte dall’ascolto delle esigenze aziendali e contribuisce a ridurre il divario tra la domanda di competenze espressa dal mercato e l’offerta formativa. Con questa nuova edizione vogliamo consolidare questo modello di dialogo e accompagnare l’evoluzione delle professionalità che daranno forma al futuro del comparto”.

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