Terra dalle tradizioni millenarie, la Romania è custode di una cultura del vino antichissima, tra le più secolari al mondo, e, oggi, questo Paese dalla grande vocazione vitivinicola nel cuore dell’Est Europa, compreso tra le montagne dei Carpazi ed il Mar Nero, è uno dei maggiori produttori di vino del Vecchio Continente, grazie ad una vera e propria “rinascita moderna” che, dopo l’industrializzazione comunista, ha puntato sui vitigni autoctoni, sulla qualità, le denominazioni di origine, sui riconoscimenti internazionali e, da ultimo, sull’enoturismo, grazie agli investimenti dei produttori locali, ma anche venuti dall’estero, Italia compresa. Del resto, Romania ed Italia, sono due grandi Nazioni che hanno saputo costruire nel tempo un rapporto esemplare, radicato in secoli di scambi e influenze reciproche, e fondato su forti legami storici, culturali ed economici. E, domani, 1 ottobre, si ricorderà anche questo in un grande evento promosso dall’Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine di Malta, George Gabriel Bologan, a Roma, con la partecipazione di ospiti del mondo diplomatico, culturale e istituzionale, dedicato alla promozione della cucina e del vino romeni. Due delle espressioni più autentiche del Paese dove, come in Italia, sono il simbolo della convivialità e dello stare insieme, con la Romania che, curiosamente e controcorrente al trend mondiale, è anche il Paese europeo in cui i consumi domestici di vino sono cresciuti di più nel 2025, arrivando a 3,5 milioni di ettolitri (+11% sul 2024, secondo i dati Oiv-Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino).
“La prima domenica di ottobre è la Giornata dedicata al vino e alla gastronomia romeni - spiega, a WineNews, l’Ambasciatore George Gabriel Bologan - quest’anno l’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede e l’Ordine di Malta la dedica all’Ospedale vaticano “Bambino Gesù”, perché loro sono coloro che fanno sì che molte famiglie di romeni e non solo, possono stare riunite intorno al tavolo a condividere il vino e il cibo per godere di questo dono meraviglioso che è la vita. Sono loro che portano il sorriso sul volto di tanti genitori e bambini trasformando la disperazione in speranza. È un modo per ringraziali. Se vogliamo dare un’interpretazione teologica, partendo dalle nozze di Cana, a Dio piacciono le gioie umane e la convivialità. L’evento sarà un itinerario gastronomico, enologico e culturale della Romania in un contesto universale che ce lo offre a Roma la Santa Sede. Il modo è troppo frammentato perciò è importante stare insieme per riscoprire il senso della nostra umanità. Ricordo solo che la Romania è tra i primi 10 produttori di vino in Europa e ha dietro una tradizione Millenaria - conclude - saranno presenti alcune tra le più prestigiose cantine romene, da Metamorfosis a La Sapata, da Domeniile Tohani ad Hb Wine Vigneti Minis, da Corbut-Diosig a Domeniile Averesti e Murfatlar. Tra le varietà del vino avremo Băbească Negară, Fetească Neagră, Busuioacă de Bohotin e Zghihară de Averesti”.
Varietà che rappresentano non solo qualità enologica, ma anche identità culturale, biodiversità e unicità nel panorama europeo, e che sono il frutto di una tradizione vitivinicola solida, fatta di territori vocati e di un patrimonio di vitigni autoctoni di grande valore. Ma anche di numeri importanti: la Romania è n. 8 nella classifica mondiale del vigneti più estesi al mondo, vantando 187.000 ettari vitati, per una produzione di 3,3 milioni di ettolitri di vino nel 2025, che la attesta alla posizione n. 12 a livello internazionale, invece, per volumi. Negli ultimi decenni la produzione vinicola romena ha beneficiato di un processo di modernizzazione che ha portato molte cantine a competere con successo sui mercati internazionali: aumentano le etichette premiate e cresce l’interesse di enologi stranieri, attratti dal potenziale del territorio, tra i quali anche professionisti italiani stanno contribuendo in modo significativo alla rinascita e alla modernizzazione della viticoltura locale da parte delle più grandi cantine.
Nell’evento a Roma - realizzato con il sostegno della societa Tradingfoods Srl, delle cantine partecipanti e della Fondazione Tender - il critico enologico italiano Carmelo Sgandurra presenterà un volume dedicato al vino romeno e guiderà una degustazione di vini romeni, offrendo agli invitati l’opportunità di scoprire il valore delle regioni viticole della Romania, la ricchezza dei suoi vitigni autoctoni e il potenziale internazionale delle sue etichette. L’iniziativa vuole essere un momento di incontro tra diplomazia, cultura, gastronomia e promozione territoriale: attraverso questo evento, infatti, la Romania si presenta a Roma come un Paese europeo con una forte identità vitivinicola, capace di coniugare tradizione, ospitalità, qualità e apertura internazionale. Ma, soprattutto, rappresenta anche un’occasione per valorizzare il dialogo culturale tra Romania ed Italia, due Paesi legati da una profonda vicinanza storica, umana e gastronomica. Il vino e la cucina diventano cosi strumenti di conoscenza reciproca, racconto del territorio e promozione dell’eccellenza romena .
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