02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)

Adnkronos

Vino: Top 100 Cellar Selections 2026, domina l’'Italia (25 su 100), con Barolo in testa (6) … La rivista Usa “Wine Enthusiast” premia i Nebbioli (2 dalla Valtellina), ma anche Montalcino, Alto Adige, Valpolicella, Franciacorta, Alta Langa, Verdicchio … Il Nebbiolo, nella sua declinazione più celebre, quella del Barolo, ma anche in quella di montagna della Valtellina, si conferma il vitigno che i produttori italiani sanno trasformare meglio in vini dal lungo invecchiamento. È il verdetto della “Top 100 Cellar Selections 2026” di “Wine Enthusiast”, che ha messo in fila i 100 migliori vini del mondo da tenere ancora in cantina prima che possano esprimere al massimo il loro potenziale. Perchè dei ben 25 vini italiani in classifica (1 su 4), selezionati dai wine writer (Danielle Callegari, Jeff Porter e Michael Laudenslager, ndr), ben 8 sono a base di Nebbiolo, 6 Barolo, massima espressione del vino delle Langhe, e 2 dalla Valtellina, territorio che vede lo stesso numero di denominazioni rossiste come l’Amarone della Valpolicella e il Brunello di Montalcino, mentre non mancano escursioni in territori come la Franciacorta, i Colli Orientali del Friuli, Bolgheri, il Friuli e le Marche del Verdicchio dei Castelli di Jesi, e con la grande conferma dell’Alto Adige come terra di longevità enoica, con 3 riconoscimenti, e non solo bianchi.
“La selezione di quest’anno comprende sia etichette ampiamente celebrate sia vini meno conosciuti da tenere d’occhio. Crediamo che i vini emergenti qui presentati stiano seguendo lo stesso percorso delle grandi leggende, grazie al lavoro di chi, in vigna e in cantina, punta su qualità, struttura e carattere: doti che sapranno ricompensare anni di paziente affinamento”, spiega “Wine Enthusiast”, come riporta WineNews. E così, se al n. 1 c’è il Vintage Port 2024 di Ferreira, e al n. 2 il Lithology 2023 di To Kalon Vineyard, dalla Napa Valley, il migliore degli italiani, al n. 3, è il Barolo Bussia Riserva 2019 di Giacomo Fenocchio, una delle grandi firme delle Langhe. Secondo degli italiani il primo Brunello di Montalcino “dei due poggi”, ovvero il Brunello di Montalcino 2019 Riserva di Poggio Antico dell’imprenditore olandese Marcel Van Poecke. Al n. 20 il primo dei grandi bianchi italiani in classifica, il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Bucci 2021 di Villa Bucci, da qualche tempo del gruppo Oniwines guidato da Federico Veronesi, mentre al n. 23 ecco il Friuli Colli Orientali Picolit del Sole 2019 di Livio Felluga, davanti all’altro “poggio di Montalcino”, ossia il Brunello di Montalcino Riserva 2018 di Poggio di Sotto del gruppo ColleMassari, al n. 24. Si vola in Valpolicella al n. 31, con uno dei vini simbolo del territorio, La Poja 2019 di Allegrini, guidata da Francesco, Giovanni, Matteo e Silvia Allegrini. A seguire tre vere e proprie icone dei rispettivi territori: al n. 33 il Valtellina Superiore Sassella Nuova Regina Riserva 2018 di Arpepe, al n. 38 il Franciacorta Annamaria Clementi Dosage Zero Riserva 2017 di Ca’ del Bosco, la creatura fondata e guidata da Maurizio Zanella (e oggi del gruppo Herita Marzotto Wine Estates), e, al n. 42, l’Alto Adige Nova Domus Terlaner Riserva 2022 di Cantina di Terlano, la realtà che ha reso celebre la longevità dei bianchi altoatesini. Ancora, al n. 48, una chicca come l’Amarone della Valpolicella Classico Campolongo di Torbe 2016 di Masi, tra le realtà di riferimento del territorio vento, mentre al n. 50 chiude la prima metà della classifica l’Alta Valle della Greve Igt Piantonaia 2021 Podere Poggio Scalette. Al n. 52, invece, un altro nome storico delle Langhe, il Barolo Rocche dell’Annunziata 2021 di Ratti, mentre al n. 56 c’è il Bolgheri Superiore Hortenese 2022 di Tenuta Fratini. Posizione n. 58, invece, per Ettore Germano, ma non con un Barolo, bensì con l’Alta Langa Pas Dosè Blanc de Blanc 2017, mentre al n. 60 si torna in Lombardia, con il Valtellina Superiore Valgella Vigneto Carterìa Riserva 2021 di Sandro Fay.
Al n. 61 ancora Alto Adige, ma con un rosso a base Pinot Nero, ovvero l’Alto Adige Barthenau Vigna S. Urbano Riserva 2020 di J. Hofstatter, così come rosso è, al n. 62, il Romagna Sangiovese Le Lucciole Predappio Riserva 2021 di Chiara Condello. Al n. 63 ancora un grande nome solitamente associato ai rossi delle Langhe, Pio Cesare, che invece è in classifica con il Colli Tortonesi Derthona Riserva 2023, mentre al n. 66 c’è il Toscana Igt Palaferno 2021 di Querciabella, in terra di Chianti Classico. A seguire, per gli italiani, ancora un quartetto di grandi Barolo, tutti “Cru”, ovvero il Vignolo Riserva 2019 di Cavallotto al n. 69, il Cerequio Riserva 2019 di Michele Chiarlo al n. 70, il Cannubi 2021 di Poderi Luigi Einaudi al n. 78, e il Monvigliero 2022 di Vietti al n. 81. Al n. 82 un altro nome mito della Valpolicella, Romano dal Forno, con l’Amarone della Valpolicella 2019, mentre si chiude in bianco, con il Tal 1930 2021 di Cantina di Bolzano, altra eccellenza altoatesina, al n. 98.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Pubblicato su