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PREMI E RISTORAZIONE

A Barcellona i “The Best Chef Awards” 2019: tanta Italia in corsa da Alajmo a Uliassi

A votare, chef e critici, il risultato la “Top 100” ed otto premi. Ampio spazio al confronto e al dibattito tra i cuochi di tutto il mondo
BEST CHEF AWARDS, Non Solo Vino
I “The Best Chef Awards” 2019 di scena a Barcellona

Se i “50 Best” sono gli Oscar alla ristorazione, i “The Best Chef Awards” sono l’equivalente del Pallone d’Oro. A giudicare i migliori cuochi al mondo, infatti, sono sia le firme della critica internazionale che i cuochi stessi, che mettono in fila i migliori 100 (un anno fa, sul podio della “Top 100” salirono Joon Roca, René Redzepi e David Muñoz) e premiano i migliori in otto categorie: “Voted by Chefs” (riconoscimento appannaggio esclusivo degli chef) “New Entry” (la novità del panorama gastronomico), “Pastry” (al miglior pasticcere), “Food Art” (allo chef più artistico), “Rising Star” (al miglior chef emergente), “Cuty Gourmet” (il miglior chef della città che ospita l’evento), “Followers” (al più votato sui social dal pubblico) e “Legend” (che celebra gli chef che hanno avuto un impatto cruciale sulla ristorazione mondiale).
L’appuntamento è per il 24 settembre, a Barcellona, nella cornice della storica sede della Ub, la Universidad de Barcelona, con tanti italiani in corsa: Massimiliano Alajmo, Andrea Aprea, Enrico Bartolini, Massimo Bottura, Enrico Crippa, Antonio Guida, Norbert Niederkofler, Davide Oldani, Floriano Pellegrino, Christian Puglisi, Niko Romito e Mauro Uliassi. Ed una novità importante, specie simbolicamente, ossia l’assenza del premio “Lady”, pensato come riconoscimento alla migliore chef donna, ma già superato, dalla storia e dalle tantissime chef donna capaci di giocarsela al pari di colleghi uomini, nonostante il mondo dell’alta cucina sembra non rendersene conto, come dimostrano le polemiche che hanno accompagnato i 50 Best Talk di scena qualche giorno fa a Parigi sullo stato dell’arte della cucina contemporanea francese: sul palco neanche una chef donna, con il dibattito che è scivolato tristemente su preconcetti e banalizzazioni.
Tornando all’appuntamento barcellonese, oltre ai premi, ci sarà spazio per una complessa ed articolata Area Talks, che caratterizzerà la due giorni per espressa volontà del direttore creativo di The Best Chef, Christian Gadau, che ha voluto che, in linea con le discussioni mondiali, “Food meets Science” diventasse un contenitore di confronto e di narrazione di esperienze. “Abbiamo creato Area Talks per avvicinare la nostra comunità e la nuova generazione di foodies e chef coinvolti nel programma dell’evento The Best Chef Awards - spiega Cristian Gadau - con discussioni su argomenti attuali mostrano che c’è molto di più per la gastronomia che portare il sapore perfetto per il piatto perfetto. Con Area Talks, vogliamo fare luce sull’approccio, sui motivi e le insidie che fanno grandi questi personaggi”.
Il primo talk sarà dedicato alle coppie nella ristorazione: interverranno Virgilio Martínez (Central) e Pia León (Kjolle) e Christophe Hardiquest, chef di Bon Bon Bon a Bruxelles, che parleranno della ricetta segreta per creare un buon equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. A seguire, Eckart Witzigmann, legendario chef Austriaco, che parlerà di evoluzione della gastronomia nel corso degli ultimi 20 anni, David Muñoz, chef spagnolo contemporaneo di Diverxo, che parlerà della gastronomia contemporanea e della sua filosofia d’avanguardia. Per la sezione Foodies i prescelti sono Kristian Thomsen Brask (Bon Vivat), Antonio Coelho (Lasarte) and Anais Cancino (The Wineteller): ad accomunarli la passione per il cibo e il vino che farà discutere sul ruolo dei foodies nel mondo della gastronomia e dell’interazione tra loro e i migliori chef. Thomas Bühner (chef dell’ex La Vie) e Henrique Sa Pessoa (chef di Alma e dello show tv “Ingrediente Secreto”) e Roberto Rossi (Il Silene) si interrogheranno sulle alternative professionali per gli chef oltre alla vita del ristorante.

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