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TRA PASSATO E FUTURO

“Abbiamo fatto passi da gigante, ma sui valori dobbiamo ancora lavorare”: parla Piero Antinori

“In pochi anni il vino italiano ha vissuto un vero “Rinascimento”, puntando sulla qualità, ma si deve crescere ancora nei mercati di tutto il mondo”
FUTURO, ITALIA, PIERO ANTINORI; MERCATI, vino, Italia
Il Marchese Piero Antinori

“Sono ottimista per il futuro del vino italiano, perchè abbiamo fatto passi da gigante, ma ancora non siamo arrivati all’obiettivo finale. C’è un proverbio tibetano che dice: “quando sei arrivato in cima alla montagna, continua a salire”, e va bene anche per il mondo del vino. C’è sempre da migliorare, sia dal punto di vista qualitativo, sia della valorizzazione del nostro prodotto, soprattutto sui mercati esteri, ma anche su quelli emergenti, e penso soprattutto all’Asia ed alla Cina, che, forse, saranno tra i più importanti del mondo”. È il pensiero di Piero Antinori, alla guida della Marchesi Antinori, la cantina che, a detta di molti, ha segnato più di tutti gli ultimi 30 anni della storia del vino italiano, quel “Rinascimento” enoico che ha portato il vino del Belpaese da essere visto come prodotto di basso prezzo e di bassa qualità, a bere d’eccellenza che ha conquistato posizioni di vertice in tanti mercati del mondo. “È stato un periodo breve, ma anche un processo graduale, dato da tanti fattori - spiega a WineNews Piero Antinori - primo tra tutti il miglioramento qualitativo dei nostri prodotti, perchè alla base di tutto c’è sempre la qualità. L’attenzione che i produttori hanno dato al tema della qualità, e quindi a cercare di produrre meno vino, ma migliore, a partire dagli Anni Ottanta, è stato uno dei fattori chiave di questo cambiamento. Che, però, doveva essere comunicato, ed in questo ha giocato un ruolo importante l’attività di grandi giornalisti, molti italiani, alcuni stranieri, e tra questi lo scrittore e giornalista Burton Anderson (autore, tra gli altri , di “Vino. The Wines & Winemakers of Italy”, nel 1982, di fatto il primo libro di caratura internazionale che puntò la luce dei mercati internazionali, ndr), è stato il primo straniero che ha fatto conoscere il vino italiano in tutti i Paesi del mondo, ed è stato importantissimo nella valorizzazione del vino italiano”. Una sfida, quella della valorizzazione del vino italiano, e del suo posizionamento di prezzo migliore che, secondo Antinori, è una delle più importanti per il futuro prossimo del vino italiano, e su cui i margini sono ancora importanti, se si pensa che in Usa, mercato di riferimento del Belpaese enoico, il valore di un litro di vino italiano esportato è di 5,8 euro, mentre la Francia è a 9,6 dollari al litro (dati Nomisma).

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