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VINO E PROMOZIONE

“Academy” e “Ambassadors”, un must per il vino. A Montalcino, dopo Banfi, arriva anche il Consorzio

Dal 9 ottobre debutta l’“Accademia Brunello” by Consorzio. Guardando ai “Brunello di Montalcino Ambassadors”
ACADEMY, ACCADEMIA BRUNELLO, AMBASSADORS, BANFI, CONSORZIO DEL BRUNELLO DI MONTALCINO, vino, Italia
A Montalcino, terra del Brunello, arrivano “Academy” e “Ambassadors”

“Academy” e “Ambassador” sono ormai dei “must”, nei territori del vino. Dalla Barolo & Barbaresco Academy alla Chianti Academy, dal Valpolicella Education Program alla Conegliano Valdobbiadene Academy del Prosecco Superiore Docg, passando per i Chianti Classico Wine Ambassadors ai Soave Terroir Ambassadors, per citare solo qualche caso dei più consolidati. E di “accademie” e ambasciatori ne sanno qualcosa anche a Montalcino, dove Banfi, da anni (dal 2017), ha lanciato la sua “Sanguis Jovis”, l’Alta Scuola sul Sangiovese, vitigno assoluto protagonista del territorio, e, di recente, proclamato i suoi primi 60 “Banfi Ambassadors”, che portano il brand della cantina, ma anche quello del Brunello di Montalcino, nel mondo.
Adesso, però, arriva anche il progetto del Consorzio del Brunello di Montalcino, ovvero l’“Accademia Brunello”, “un percorso di alta formazione voluto e organizzato dal Consorzio del vino Brunello di Montalcino - spiega una nota - e rivolto a trade ed esperti internazionali. Il primo appuntamento è previsto il 9 ottobre, con una quattro giorni di focus assieme a 10 top buyer provenienti dagli Stati Uniti, primo mercato di sbocco per il principe dei rossi toscani.
Il Master of Wine Gabriele Gorelli (anche lui di Montalcino, ndr), curerà la giornata di formazione, mentre le successive visite nelle cantine più rappresentative saranno coordinate da Jeff Porter (che è anche italian editor di “The Wine Enthusiast, ndr) e Claire Hennessy, sommelier e wine expert tra i più influenti negli Stati Uniti (già tra le fila dell’agenzia di Pr americana, “Colangelo & Partners”, ndr)”.
“Siamo convinti - ha detto il presidente del Consorzio, Fabrizio Bindocci, in una nota stampa - che per conoscere i vini di Montalcino ci sia la necessità di capire come un piccolo vigneto - anche 10 o 20 volte meno esteso di quello dei nostri competitor internazionali - sia divenuto un’icona dell’enologia mondiale. Accademia Brunello è un tributo identitario ad una terra in cui tutto, dal microclima al lavoro dell’uomo, contribuisce a renderla naturalmente vocata per la viticultura; oltre ad un progetto culturale che si concretizzerà anche attraverso un nuovo percorso reputazionale della denominazione, con la nomina dei futuri Brunello di Montalcino Ambassadors”.
“I 10 professionisti del vino statunitensi (individuati per l’edizione n. 1) - spiega ancora il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino - sono operation manager, sommelier, proprietari e direttori beverage e di sviluppo di alcuni dei principali ristoranti di alta fascia e catene di ristorazione a stelle e strisce e provengono da sette città chiave degli Usa: New York, Chicago, Los Angeles, Washington, Charleston, San Francisco e Santa Barbara”.

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