Vino: Fine wines, dopo la buona chiusura 2025, segnali positivi ad inizio 2026 … Crescono tutti gli indici, analizzati da WineNews. Al top Champagne 50 (+1,4%) e Italy 100 (+0,7%). “Prospettive ad inizio 2026 decisamente migliori” … In una fase di mercato (e geopolitica) così complessa, per il vino e non solo, sarebbe fuori luogo “suonare squilli di tromba” e annunciare che il trend negativo si è invertito. Ma guardando almeno al mercato secondario dei fine wines monitorato dalla piattaforma inglese Liv-Ex, nella nicchia ristretta dei vini più celebri e ricercati dai collezionisti del mondo, dopo i primi segnali positivi di fine 2025, anche il 2026 si è aperto all’insegna di una maggiore fiducia, con tutti gli indici principali aggiornati, e analizzati da WineNews, che sono tornati a crescere, seppur di poco.
E così, da inizio anno, segna +0,6% il Liv-Ex 100, indice di riferimento della piattaforma, di cui oggi per l’Italia fanno parte il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, il Barbaresco 2019 di Gaja, il Barolo Monfortino Riserva 2015 e 2019 di Giacomo Conterno, il Masseto 2021 e 2022 e l’Ornellaia 2021 di Frescobaldi, il Sassicaia 2016, 2021 e 2022, il Solaia 2021 ed il Tignanello 2021 e 2022 di Antinori, ed il 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse. Con l’Italia protagonista di questa crescita, con ben 4 etichette tra le prime 10 per aumento in questo primo bimestre, nell’indice. Perché, se il miglior performer, ad oggi, è il Napa Valley 2018 di Promontory (+15,2%), al n. 2 c’è il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, a +14,3%, mentre fanno +12% il 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse, +7,8% il Masseto 2022 e +6,3% il Solaia 2021.
Ma come detto, la crescita, seppur modesta, è generalizzata, con il Liv-Ex 1000, il più ampio degli indici, che fa +0,4% da inizio anno. Dove spicca il +1,4% dello Champagne 50, ma crescono di qualche decimale anche il Liv-Ex Bordeaux 500 (+0,5%), il Bordeaux Legends 40 (+0,5%) ed il Burgundy 150 (+0,2%), con l’unica eccezione negativa che è il Rhone 100 (-0,2%).
E fa meglio della media, e “peggio” solo dello Champagne, l’Italy 100, con un +0,7% da inizio anno, per l’indice ora formato dal Barolo di Bartolo Mascarello delle annate dalla 2012 alla 2021, poi dai Barolo di Bruno Giacosa, con il Barolo Falletto Le Rocche del Falletto Riserva 2007 e 2008, il Barolo Falletto Le Rocche del Falletto di Serralunga d’Alba Riserva 2001 e 2004, ed il Barolo Falletto Vigna le Rocche Riserva 2011, 2012, 2014, 2016, 2017 e 2020, e ancora dal Barbaresco di Gaja delle annate dalla 2013 alla 2022, dal Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno delle annate 2002, 2004, 2005, 2006, 2008, 2010, 2013, 2014, 2015 e 2019, e ancora da tutte le annate dalla 2013 alla 2022 dei più celebri Supertuscan, Sassicaia, Solaia, Tignanello, Ornellaia e Masseto, e ancora da tutte le annate dalla 2011 alla 2020 del 100% Sangiovese Igt Toscana di Soldera Case Basse. Con la migliore performance che è, nettamente, quella del Barolo Monfortino Riserva 2005 di Giacomo Conterno, a +21% in due mesi.
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