Un mercato del vino che non tira più come un tempo, uno stile che, in generale, vira più sulla leggerezza e, quindi, anche sull’uso minore di “legno”, ed anche i bottai di questi tempi soffrono. Come raccontano i numeri delle 67 aziende aderenti alla Fédération des Tonneliers de France, il cui giro d’affari complessivo continua a ridursi: -11,7% in valore nel 2026 sul 2025, dopo una diminuzione del -9,5% tra il 2025 e il 2024. “Nel periodo compreso tra il 1 aprile 2025 e il 31 marzo 2026, il giro d’affari si è attestato a 471 milioni di euro. A differenza dell’esercizio precedente, il calo dell’attività è stato più marcato sui mercati esteri che sul mercato francese: -13,9% contro -6,9%”, spiega la Fédération. Con 485.871 botti vendute, anche i volumi risultano in calo del -14%. La flessione è più accentuata sui mercati esteri (-16,1%) sul mercato nazionale (-9,5%).
La Francia e gli Stati Uniti, spiega ancora una nota, rimangono tradizionalmente i mercati principali, nettamente davanti agli altri Paesi. Le vendite di botti in Francia rappresentano il 32,4% in valore e il 35,8% in volume, mentre negli Stati Uniti raggiungono il 29,5% in valore e il 25,8% in volume. Seguono, anche quest’anno, la Spagna (7,5% in valore e 8,7% in volume), l’Italia (6,8% in valore e 6,6% in volume) e l’Australia (5,2% in valore e 4,5% in volume). Complessivamente, l’export rappresenta il 67,6% in valore e il 64,2% in volume.
Tutte le aree geografiche registrano un calo nel 2026 sul 2025. Come prevedibile, il continente americano è il mercato che mostra la contrazione più forte, con una diminuzione del -20,6% in valore e del -23,6% in volume nell’arco di un anno. Il mercato europeo registra flessioni più contenute: -6% in valore e -8,5% in volume. Anche l’attività relativa ai grandi contenitori (a partire da 700 litri) registra una diminuzione. Con un fatturato di 27 milioni di euro, questo segmento subisce nel 2026 un forte calo, pari al -21,5% rispetto al 2025. Con 1.228 unità, anche i volumi diminuiscono sensibilmente, sebbene in misura leggermente più moderata (-15,7%). I grandi contenitori venduti nel 2026 hanno, in media, dimensioni inferiori rispetto a quelli venduti nel 2025.
“In calo da due esercizi, con una contrazione del 29% in volume, l’attività della tonnellerie francese è direttamente colpita dalle incertezze che gravano sui mercati mondiali dei vini e degli spirits”, commenta Magdeleine Allaume, presidente della Fédération des Tonneliers de France. “L’esercizio 2025-26 è stato particolarmente segnato, da un lato, dalle misure dell’amministrazione Trump, che spiegano in parte il calo delle vendite di botti negli Stati Uniti, e, dall’altro, dalle imposte introdotte dalla Cina sugli spirits europei, tra cui il cognac”.
A questi fattori, spiega ancora la Fédération, si aggiunge un movimento di correzione dei mercati: “dopo i livelli eccezionali della domanda registrati nel periodo successivo alla crisi sanitaria, la filiera risente ora degli effetti dello smaltimento delle scorte in eccesso accumulate a valle, sia presso i commercianti sia presso i produttori di vini e spirits. Questa fase di aggiustamento, per sua natura transitoria, pesa meccanicamente sui volumi di botti senza tuttavia riflettere un indebolimento duraturo della domanda. Tali fattori, essenzialmente congiunturali, non devono essere confusi con le tendenze di più lungo periodo, il cui impatto effettivo sui volumi resta ancora da valutare”.
“Il calo mondiale della produzione di vini e spirits, l’evoluzione delle modalità di consumo e le sfide climatiche impongono alla filiera della produzione di doghe e della tonnellerie di adattarsi”, sottolinea inoltre la presidente dei Tonneliers de France. “Se i vini premium continuano a distinguersi positivamente, i consumi si stanno orientando maggiormente verso i vini bianchi a scapito dei rossi, diventando al tempo stesso più moderati e più selettivi. Questa evoluzione può rappresentare un’opportunità per la tonnellerie: nei prodotti di qualità, sempre più ricercati, l’affinamento in botte si conferma un vero e proprio fattore di valorizzazione”.
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