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Ancora un’importante scoperta scientifica della Fondazione Edmund Mach: alcune piante di vite resistenti alla peronospora diffondono nell’aria una sorta di “sistema immunitario diffuso” che protegge le consimili tramite i composti volatili

Italia
Lo studio della fondazione Mach sulla peronospora

Dopo il recente, e potenzialmente molto importante, sequenziamento del genoma della peronospora, uno dei patogeni più pericolosi per i vigneti di tutto il mondo, la Fondazione Edmund Mach di San Michele All’Adige (www.fmach.it) ha messo a segno un altro importante risultato nella ricerca applicata alla viticoltura, dato che i suoi ricercatori hanno scoperto che alcune varietà di vite resistenti, una volta a contatto con il patogeno stesso, reagiscono rilasciando nell’aria composti volatili che possono proteggere non solo queste ultime, ma anche quelle circostanti, inibendo un contagio.

La ricerca, pubblicata sulla rivista di settore “Scientific Reports” (https://goo.gl/hrNL3X), è stata condotta in collaborazione con il Centro Agricoltura Alimenti Ambiente e l’Università di Risorse Naturali e Scienze della Vita di Vienna, e si è svolta nelle serre della Fondazione stessa: i ricercatori hanno così potuto osservare per la prima volta che non solo i metaboliti secondari hanno un ruolo nei meccanismi di autodifesa della vite, oltre a quelli noti da tempo, ma che vi è un coinvolgimento delle sostanze volatili. All’atto pratico, le piante con questo meccanismo potrebbero essere in grado di agire in modo “sociale”, o se si vuole, in una sorta di network biologico, proteggendo i loro simili da ulteriori attacchi e prima che il patogeno entri in contatto con i loro tessuti.

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