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LA SCOMPARSA

Antonio Paolucci: “l’agricoltura d’eccellenza difende il territorio come noi le opere d’arte”

Addio ad uno dei più grandi storici dell’arte, cui si deve l’idea dell’Italia come un “grande museo” la cui bellezza è diffusa su tutto il territorio
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Antonio Paolucci, a Montefalco, tra gli affreschi di Benozzo Gozzoli con il Sagrantino

“L’agricoltura d’eccellenza difende il territorio e le specificità, come noi le opere d’arte: abbiamo la stessa missione. Il nostro Paese viene sempre più percepito come il luogo della bellezza diffusa. In Italia tutto è arte: i centri storici come i quadri e le sculture; la moda come le linea delle auto, lo stile di vita come il temperamento degli uomini, l’eleganza delle donne come la cucina e i vini. Se questo è vero nessuno si deve stupire di trovare nello spazio commerciale degli Uffizi i prodotti della nostra eccellenza agroalimentare”. Il mondo dell’arte saluta Antonio Paolucci, tra i massimi storici dell’arte al mondo, già direttore degli Uffizi e dei Musei Vaticani, Soprintendente a Venezia, Verona, Mantova, Brescia e Cremona, e primo Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Ministro dei Beni Culturali nel Governo tecnico di Lamberto Dini, e Commissario straordinario del Governo per il restauro della Basilica di San Francesco ad Assisi dopo il terremoto del 1997, scomparso ieri a Firenze, e considerato la figura che ha rivoluzionato il museo più famoso d’Italia nella “culla del Rinascimento” (il cui Auditorium porterà, ora, il suo nome) e la fruizione dei musei italiani, e senza tanti giri di parole, come viene ricordato oggi, il “Soprintendente d’Italia”.
E lo saluta anche WineNews, ricordando le parole pronunciate per l’apertura nei musei italiani di spazi espositivi in grado di promuovere i prodotti agroalimentari italiani (correva l’anno 2005), tra le sue idee, appunto, più rivoluzionare nella gestione dei musei, accanto all’Ufficio del Conservatore, l’apertura notturna o le prenotazioni online. Ma lo ricordiamo anche in un’intervista a Montefalco, di cui era cittadino onorario, tra i rinascimentali affreschi di Benozzo Gozzoli dove è raffigurato il Sagrantino - fatto rinascere e riportato alla ribalta internazionale dal produttore Marco Caprai, ndr - parlando del sostegno del vino al patrimonio culturale italiano, ruolo oggi sempre più incentivato.
Allievo di Roberto Longhi, entrato nell’amministrazione dei beni culturali nel lontano 1969, la sua eredità - raccontata dallo stesso Antonio Paolucci nel libro “Museo Italia. Diario di un soprintendente-ministro” (1996) e al grande pubblico nella serie per Rai Cultura “Museo Italia. La penisola dei tesori”, e che, nel mondo del vino è stato anche presidente onorario del Premio “Artisti per Frescobaldi” promosso dalla storica famiglia toscana - è l’idea dell’Italia come un grande museo diffuso in cui il patrimonio è distribuito su tutto il territorio, che dobbiamo non solo conoscere ma, con responsabilità civile, contribuire a mantenere.

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