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CON GLI “AUTOCHTONA AWARDS”

“Autochtona”: dalle viti celebrità alle “reliquie”, la biodiversità del vigneto Italia nel calice

A Bolzano torna il più importante evento che racconta il patrimonio unico al mondo dei vitigni autoctoni italiani in 550 vini (19-20 ottobre)
AUTOCHTONA, AUTOCHTONA AWARDS, VITIGNI AUTOCTONI, Italia
Dai vitigni più celebri a quelli “reliquia” di scena ad “Autochtona”. Ph: Marco Parisi

Vitigni storici che ormai sono delle celebrità, veri e propri pilastri della viticoltura italiana, dal Nebbiolo al Barbera, dal Sangiovese all'Aglianico, Trebbiano, Vermentino e Verdicchio, e un nutrito gruppo di varietà legate a piccolissimi areali, che valorizzano uve di nicchia, come il Lagrein dell’Alto Adige-Sùdtirol o il Timorasso dei Colli Tortonesi, ma anche il Nerello Mascalese e il Carricante dell’Etna o, ancora, il Pecorino - sia nella versione marchigiana che abruzzese - così come altri vitigni che possono essere definiti delle vere e proprie “reliquie”, e che in alcuni casi hanno rischiato l’estinzione, come il Cutrera, il Recunu e il Rucignola in Sicilia, il Ribona nelle Marche o il Caricalasino (Barbera Bianca) in Piemonte. Ma l’elenco è davvero lungo e affascinante: dall'Alionza in Emilia-Romagna al Boschera, Dorona e Recantina in Veneto, dall'Ucelut in Friuli-Venezia Giulia al Maturano nel Lazio, al Pollera e Barsaglina in Toscana. Ecco tutta la biodiversità del vigneto Italia, nel calice di “Autochtona”, il più importante evento, di scena a Bolzano (19-20 ottobre), che racconta il patrimonio unico al mondo dei vitigni autoctoni italiani, con 550 etichette che, da Nord a Sud, valorizzano varietà, sia a bacca rossa che bianca, da degustare in sicurezza per operatori del settore e appassionati.
Con un banco di assaggio ampio ed esaustivo, grazie alla presenza di un ventaglio di vitigni ben rappresentativo dell’incredibile biodiversità che ha trovato dimora nel vigneto Italia, “Autochtona” n. 17 è un’occasione unica per approfondire la conoscenza di molti dei principali vitigni autoctoni italiani, ma anche un’opportunità non così consueta per degustare ai banchi d'assaggio con i sommelier Ais - Associazione Italiana Sommelier, di molte varietà considerate minori per diffusione, ma non certo secondarie per valore e qualità.
Una biodiversità, quella presente in Italia, che negli anni è stata scoperta, apprezzata e valorizzata anche da molti wine writer e degustatori internazionale, che, a Bolzano, hanno sempre fatto parte della giuria che assegna gli “Autochtona Awards”. “In Italia è presente una diversità che rappresenta una grande opportunità - secondo Darrel Joseph, giornalista, storico collaboratore di riviste come “Decanter” e “Wine Spectator” - un viaggiatore del gusto, grazie ad un patrimonio di questo tipo, può soddisfare il suo desiderio di sperimentazione non fermandosi alle varietà più conosciute. È come uno chef che cucina non soltanto con pochi ingredienti tradizionali, ma anche con altri ingredienti locali poco, o per nulla, conosciuti”.
Ma la passione per i vitigni autoctoni italiani nel corso degli anni ha messo radici in molti Paesi esteri non solo all’interno delle carte dei vini di ristoranti ed enoteche, ma anche in vigna. Lo ricorda Christy Canterbury, una delle sette donne Master of Wine degli Stati Uniti: “i viticoltori americani stanno piantando numerose varietà italiane nei loro vigneti. Non più solo Sangiovese, Nebbiolo e un po’ di Barbera, ma anche Friulano, Pallagrello Bianco, Refosco e tanti altri”.
Ma perché i viticoltori stanno scommettendo su questi vitigni? “Perché sono straordinariamente unici: i vitigni autoctoni italiani stanno rendendo i momenti conviviali legati al vino differenti rispetto al passato, più originali e autentici”.
Ed anche l’edizione 2020 avrà come momento clou gli “Autochtona Awards”, nelle categorie “Miglior Vino Bianco”, “Miglior Vino Rosato”, “Miglior Vino Rosso”, “Migliori Bollicine”, “Miglior Vino Dolce”. Oltre ai premi speciali “Terroir”, “Spirito diVino” e “Miglior Vignaiolo Under 40”, altri tre premi, nella sezione Tasting Lagrein, saranno riservati ai vini prodotti con questo vitigno autoctono a bacca rossa dell’Alto Adige nelle categorie “Rosato”, “Classico” e “Riserva”.

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