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VINO

Barbera d’Asti, la regina “pop” del Piemonte che piace sempre di più alle donne

Indagini di mercato svelano la tendenza del vino simbolo del Monferrato, territorio che, nonostante il Covid, registra un aumento dell’imbottigliato

Storico vino “pop” del Piemonte, la Barbera piace sempre più alle donne. Lo dimostrano alcune indagini di mercato, che evidenziano come la regina dei vini piemontesi stia conquistando il favore del pubblico femminile. Trasversale perchè di facile approccio se bevuta da giovane, più complessa e affascinante dopo qualche anno, il valore aggiunto della Barbera d’Asti è dato dalla sua estrema versatilità, elemento che scuote l’interesse di fasce di consumo sempre più ampie. E poi, coltivata in 167 Comuni dei quali 116 in Provincia di Asti e 51 in Provincia di Alessandria, occupa un territorio abbastanza vasto da restituire al vino un ventaglio di espressioni e colori diversificato.
Un vino che rappresenta il prodotto di massima espressione identitaria del Monferrato, un territorio che nonostante l’emergenza sanitaria ha registrato alla fine di agosto un +1,22% sul 2019 in termini di imbottigliato complessivo delle denominazioni del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, che tutela 13 denominazioni di cui 4 Docg (Barbera d’Asti, Nizza, Ruchè di Castagnole Monferrato e Terre Alfieri) e 9 Doc (Albugnano, Cortese dell’Alto Monferrato, Dolcetto d’Asti, Freisa d’Asti, Grignolino d’Asti, Loazzolo, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Monferrato e Piemonte).
A brillare, oltre alla Barbera, ci sono anche altri vini come il Marengo - versione spumante del Piemonte Cortese, che reca nel nome quello benaugurale di una vittoria: quando nel 1800 Napoleone conseguì in queste zone il successo di una battaglia che gli aprì le porte d’Europa - il Cortese dell’Alto Monferrato e l’Albugnano, il Nebbiolo coltivato nelle aree limitrofe alla Provincia di Torino.
Etichette e storie, presentate nella “Douja d’Or” (tra settembre ed ottobre) dove il territorio del Monferrato è stato sotto i riflettori: “con 13 denominazioni tutelate, oltre 65 milioni di bottiglie e più di 11.000 ettari vitati, il Consorzio rappresenta interamente un territorio variegato come il Monferrato che, in particolare negli ultimi anni, sta diventando un traino decisivo del comprensorio Unesco - dichiara Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato - anche in questo anno segnato dalla crisi sanitaria globale, il nostro comparto di riferimento ha dimostrato di reggere nei numeri e nell’immagine, segno di un consolidamento sempre più forte in Italia e nel mondo. Siamo stati tra i primi a investire sui vitigni autoctoni, penso per esempio alla nostra adesione progetto “Indigena” mirato appunto a questo tipo di valorizzazione, idea che abbiamo condiviso in netto anticipo sui tempi. Il Monferrato è un territorio di bellezza e opportunità, dove giovani imprenditori e grandi aziende hanno cominciato a investire risorse sempre più importanti che dal vino portano a importanti ricadute economiche nei settori immobiliari, enoturistici e della ristorazione”.

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