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Bistecca, odi et amo: viaggio intorno ad un cibo che da sempre polarizza gli animi

“Ho mangiato troppa carne” di Lorenzo Biagiarelli è un racconto tra tradizione e futuro, alla ricerca di responsabilità, ma soprattutto di soluzioni

In un momento storico in cui il dibattito sulla carne è particolarmente acceso (tra versioni sintetiche della bistecca, necessità di trovare fonti alternative di proteine per una popolazione mondiale in costante crescita, e l’esercito sempre più vasto di chi, per motivi di etica o salute, ha deciso di rinunciare a cotolette & Co.) il libro di Lorenzo Biagiarelli - “Ho mangiato troppa carne” (Cairo Editore, 16,50 euro, 208 pp.) - offre un ulteriore e interessante spunto di riflessione. Soprattutto perché Biagiarelli - autore ed influencer, famoso per essere una presenza fissa a “É sempre Mezzogiorno!” su Rai 1, ma anche per la sua attività social con viaggi e ricette (oltre che per essere il compagno di Selvaggia Lucarelli) - è un ex carnivoro, che, ad un certo punto, ha deciso di cambiare strada: il che lo pone in una posizione in cui molti di noi si trovano, o si potrebbero trovare in un prossimo futuro.
Il viaggio nella carne che questo libro narra non è una caccia alle streghe, ma una storia di uomini e di cibo, di tradizioni e di futuro, di polli e di gatti, alla ricerca di responsabilità ma soprattutto di soluzioni. Perché l’acqua sta salendo, e bisogna decidere chi far salire sulla nuova Arca: noi, oppure i cento miliardi di animali che macelliamo ogni anno per il nostro irriducibile amore. Della carne. È possibile amare e odiare allo stesso tempo, se l’oggetto di questi sentimenti potenti non è una persona ma una bistecca? Un viaggio ad Est, una grande abbuffata e l’incontro con la zuppa di cane hanno trasformato Lorenzo Biagiarelli, da amante degli animali soltanto se ben arrostiti, in un uomo tradito, alla ricerca delle ragioni del consumo millenario di carne e delle sue conseguenze.
Un’indagine approfondita e accorata nello spazio e nel tempo, dalla piccola provincia di Cremona ai caotici mercati di Seoul, dai tempi raccontati nella Bibbia a quelli previsti in Fahrenheit 451, in cui ogni risposta genera un’ulteriore domanda, così che ogni capitolo finisce per assomigliare a un piccolo girone dantesco, con i suoi ospiti e le sue guide. L’autore scopre un verme solitario nel suo intestino, un celebre epidemiologo gli spiega che la prossima pandemia si nasconde forse in un capannone pieno di maiali, un allevatore in lacrime racconta di come gli abbiano ammazzato un’intera voliera di pavoni colorati, e poi la leggenda del benessere animale, della dieta mediterranea, le menzogne della pubblicità e quelle della politica.

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