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Bolgheri svela l’annata 2019 “en primeur”, e porta la “Toscana” in etichetta

Dalla rivoluzione del Sassicaia al successo dei giorni nostri: la storia di un vino diventato mito lungo il Viale dei Cipressi

Uno dei marchi più prestigiosi del vino mondiale, Bolgheri, si unisce ad uno dei brand universali più forti e famosi del made in Italy, Toscana: se entro il 18 settembre non arriveranno obiezioni, passati 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sarà via libera alla modifica del disciplinare che sancirà l’obbligo - per i produttori della Doc Bolgheri (arrivata nel 1994, quindi 27 anni) - di inserire la parola Toscana in etichetta, secondo una proposta di modifica approvata in assemblea da tutte le cantine del Consorzio per la tutela dei vini di Bolgheri e Bolgheri Sassicaia Doc. Una modifica importante al disciplinare di Bolgheri, dunque, come lo è anche quella della base ampelografica dei vini bianchi. A fregiarsi della Doc Bolgheri in versione bianca, quando la modifica sarà operativa, saranno i vini prodotti con Vermentino, Sauvignon e Viognier (e non più Trebbiano Toscano), senza vincoli di percentuali, in purezza o in blend (al quale potranno concorrere anche altri vitigni con uve a bacca bianca autorizzati dalla Regione Toscana, fino ad un massimo del 40%), in pieno spirito con la filosofia libertaria che governa da sempre la Doc Bolgheri.


Che fa risalire buona parte delle sue fortune alla fine degli anni Sessanta del Novecento, quando, alla Tenuta San Guido, con la nascita del Sassicaia, i Marchesi Incisa della Rocchetta, con l’enologo Giacomo Tachis, hanno inventato un “vino del futuro” (o, come lo definiva il maestro
GinoVeronelli, “un’estasi della mente”, ndr), tanto che, caso unico in Italia, il legislatore ha dovuto cucirgli addosso una Doc su misura tutelata dal Consorzio, Bolgheri Sassicaia, di recente ricompresa nel nome del Consorzio. Un Supertuscan - e già qui come ben si sa compare il riferimento alla Toscana - che ha acceso la scintilla per la nascita e il successo del territorio di Bolgheri, un “piccolo grande” miracolo del made in Italy ed una terra di “pionieri” del vino, oggi oltre 65 cantine, racchiusa tra le colline e il mare di Toscana, dove in poco più di 1.350 ettari di vigneto, in cui i vitigni come Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e non solo, hanno trovato massima vocazione, nascono vini tra i più desiderati e quotati dai collezionisti. Vigneti preziosissimi, che oggi hanno quotazioni superiori al mezzo milione di euro ad ettaro da stime WineNews, e sono al centro di nuovi investimenti arrivati dall’Italia e dal mondo, per una produzione 2020 di 6,5 milioni di bottiglie, il cui valore è cresciuto a doppia cifra in tempo di pandemia.

Il 2021 è, invece, l’anno in cui a Bolgheri torna l’evento biennale dell’en primeur, con il Bolgheri Superiore 2019 (andrà poi in commercio dal 1 gennaio 2022) in degustazione e il Bolgheri Rosso 2020, già sul mercato, in sette location di grande bellezza, con un innovativo mix in cui le cantine-icona - da Campo alle Comete della griffe campana di Feudi di San Gregorio a Guado al Melo (la cantina di Michele Scienza), da Donna Olimpia 1898 a Michele Satta, da Ornellaia e Tenuta Argentiera, a Tenuta Guado al Tasso della Marchesi Antinori, la famiglia che ha lanciato Bolgheri nel mondo con stile, visione e qualità - ospiteranno le cantine emergenti di questo particolare terroir d’Italia, alla ricerca di quel principio che è la capacità di fare squadra, condividendo valori ed amicizie tra colleghi, come in una staffetta da medaglia d’oro ... Con assaggi anche di vecchie annate e dell’ultima in commercio, la 2018, nelle cene in azienda, il 3 settembre, e, soprattutto, in una degustazione diffusa il 4 settembre, dalle ore 10 alle ore 17 (ma solo su invito e logicamente prenotazione).

E se il legame tra Bolgheri e la Toscana raggiunge la sua massima espressione nei vini, la sua immagine più forte non può che essere il mitico Viale dei Cipressi cantato da Giosuè Carducci, sfondo al tramonto di una cena di gala, unica al mondo, sabato 4 settembre, con i produttori e le loro grandi etichette, e meta ogni anno di sempre più turisti del vino in arrivo da tutto il mondo. Grandi vini e personaggi con tante storie da raccontare, e molti nuovi capitoli da scrivere, un paesaggio naturale bellissimo e poetico in cui le cantine sono i veri “monumenti” da visitare, non può che essere l’immagine della Toscana. Ma anche dell’Italia.

Focus - L’“en primeura Bolgheri alla scoperta delle cantine ...

Aia Vecchia, Aldrovandi, Argentiera, Banfi, Batzella, Ca’ Marcanda, Caccia al Piano 1868, Campo al Mare, Campo al Noce, Campo al Pero, Campo alla Sughera, Campo alle Comete, Castello di Bolgheri, Ceralti, Chiappini, Cipriana, Dario di Vaira, Dievole, Donna Olimpia 1898, Donne Fittipaldi, Enrico Santini, Fabio Motta, Fattoria Casa di Terra, Fattoria Terre del Marchesato, Ferrari Iris & Figli, Fornacelle, Giorgio Meletti Cavallari, Grattamacco, Guado al Melo, I Greppi, I Luoghi, I Tirreni, Imperiale, La Bolgherese, La Madonnina, Le Crocine, Le Grascete, Le Macchiole, Le Novelire, Le Vigne di Silvia, Michele Satta, Micheletti, Mulini di Segalari, Orma, Ornellaia, Pietranova, Podere 7, Podere Arundineto, Podere Conca, Podere dei Musi, Podere Il Castellaccio, Podere Prospero, Podere Sapaio, Poggio al Tesoro, Poggio dei Tramonti, San Felice/Bell’Aja, Sensi, Serni Fulvio Luigi, Tenuta Campo al Signore, Tenuta di Vaira, Tenuta Guado al Tasso, Tenuta San Guido, Tenuta Sant’Agata, Tenuta Sette Cieli e Villanoviana.

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