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VINO E TERRITORI

Bollicine rosè, trend in crescita. E ora ci punta anche il territorio di Acqui, terra del Brachetto

Il progetto Acqui Docg Rosé, lanciato nei giorni scorsi, negli “Acqui Wine Days”, inseriti nel calendario della “Douja d’Or” 2020
ACQUI, BOLLICINE, ROSÉ, vino, Italia
Bollicine rosè, trend in crescita. E ora ci punta anche il territorio di Acqui

Nel trend di crescita indiscusso dei vini rosati, spicca il fenomeno bollicine. Tipologia consolidata in tanti territori della spumantistica italiana e mondiale, dalla Franciacorta al Trentodoc, passando per la Champagne, per citare le più famose, sta facendo breccia anche in altre denominazioni. E così, se è di poche settimane fa il via libera alla produzione in rosa anche per il Prosecco Doc, la “vie en rose” ora sarà percorso anche da un altro territorio storico del vino italiano, quello dei vini Vini d’Acqui, con il consorzio che non solo ha deciso di produrre l’Acqui Docg Rosé, un nuovo vino secco Spumante da uve Brachetto, che si può declinare anche come fermo, che ha debuttato con la vendemmia del 2017, ma anche di lanciare un Osservatorio Permanente delle Bollicine Rosa del Vino in Italia. Iniziativa lanciata, negli “Acqui Wine Days”, nel calendario della “Douja d’Or” 2020.
D’altronde, come emerso nel workshop “Le Bollicine e i Vini in Rosa: Scenario, Mercato, Tendenze, Prospettive”, condotto da Francesco Moneta, fondatore dell’agenzia di comunicazione The Round Table, è un dato di fatto che i consumatori dei mercati italiani e internazionali chiedono sempre più vini spumanti e vini rosé, due trend paralleli in continua crescita: dal 2002 il consumo di spumanti è cresciuto da 2.000 milioni di bottiglie fino ad arrivare nel 2019 a 3.000 milioni, mentre per i rosati la crescita è stata da 2.200 milioni a 2.800 milioni di bottiglie, come testimonia la ricerca “Rosato & Spumante” realizzata dall’Osservatorio del Vino - Unione Italiana Vini (Uiv) in settembre 2020. La somma di queste due declinazioni enologiche sono gli sparkling rosé, un segmento in espansione che in Italia produce 49 milioni di bottiglie, e le proiezioni per il 2021 dicono che questo numero può arrivare a quota 64 milioni, mentre la produzione mondiale per il 2021 può raggiungere 160 milioni, raggiungendo il 5% dei consumi totali di spumante. Un trend che anche il territorio di Acqui ha deciso di cavalcare.

“Per ora la produzione di Acqui Docg Rosé si limita a 10 aziende - commenta Paolo Ricagno, presidente del Consorzio di tutela dei Vini d’Acqui - ma tante altre stanno decidendo di iniziare su questa strada, convinte dal progetto che stiamo intraprendendo e dall’alta qualità che contraddistingue il prodotto. Si tratta di un percorso che quindi coinvolge non solo i produttori, ma anche il territorio e le istituzioni. Ovviamente, questo nuovo vino non significa che abbiamo deciso di mettere in secondo piano il Brachetto d’Acqui Docg, il nostro fiore all’occhiello, che rimane la nostra produzione di punta e che in passato è stato apprezzato moltissimo, ma che ha subito anche una flessione a circa metà degli anni 2000. Ora, per fortuna, grazie anche all’azione di promozione del Consorzio, il trend si sta invertendo. Attualmente produciamo 3 milioni di bottiglie e puntiamo a aumentare questo numero”. Secondo i dati dell’Osservatorio Vino - Unione Italiana Vini (Uiv) i mercati che assorbono maggiormente le quote di mercato dei vini rosati e vini spumanti sono Uk, Usa e Germania. Anche per questo “è necessario che le istituzioni si impegnino a facilitare l’esportazione dei nostri vini e la start-up dell’Acqui Docg Rosé rappresenta un esempio di iniziativa da promuovere - ha affermato l’Assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Marco Protopapa - si tratta di un’occasione da sostenere per far conoscere sempre più le nostre eccellenze, come anche il Brachetto d’Acqui Docg, sempre però di pari passo con la promozione turistica del nostro straordinario territorio”. “La produzione mondiale di vini rosati si attesta - ha spiegato Riccardo Ricci Cubastro, presidente Federdoc - intorno ai 24 milioni di ettolitri, mentre il totale della produzione italiana di vini è di 48 milioni di ettolitri, quindi il mercato mondiale dei rosati corrisponde a metà della produzione del Paese che produce più vini in assoluto, l’Italia. Questo dato ci mostra quanto sia importante l’iniziativa dell’Acqui Docg Rosé, un progetto coraggioso e di qualità, che ora va caratterizzato e raccontato correttamente”.
“La cosa più importante è dare un’identità precisa ai vini - ha illustrato Mattia Vezzola, vicepresidente del Consorzio Valtenesi, territorio storicamente vocato alla produzione rosè (produttore con la cantina Costaripa ed enologo della griffe di Franciacorta Bellavista, ndr) - senza una caratterizzazione precisa è difficile ritagliarsi la propria fetta di mercato. Questo, dopo aver dato il via a un nuovo interessante progetto, deve essere il prossimo passo dell’Acqui Docg Rosé, senza dimenticarsi però del Brachetto d’Acqui Docg, che ha fatto la storia di questo territorio”.
Un progetto che può essere una chiave nuova anche per narrare il territorio, aspetto sempre più importante, come ricordato da Magda Antonioli, professore Associato all’Università Bocconi e consigliere di amministrazione di Enit, Agenzia Nazionale del Turismo: “l’enoturismo è uno dei trend più importanti degli ultimi anni e sta diventando sempre più un veicolo determinante per la promozione di un territorio. Ed è quindi indispensabile promuovere la narrazione di tutta la filiera del Vino così da offrire a un turista sempre più consapevole una rete strutturata di informazioni ed esperienze. I vini e i prodotti di qualità certificata diventano così strumenti fondamentali per il turismo italiano e internazionale, in un segmento, quello dell’enoturismo, con una crescita quasi tripla rispetto ai settori turistici tradizionali”.
Anche per questo “l’iniziativa del Consorzio Tutela Vini d’Acqui è visionaria - ha affermato Giulio Somma, direttore de “Il Corriere Vinicolo” - l’idea di creare un osservatorio delle Bollicine Rosa del Vino in Italia è una proposta innovativa che spicca nel contesto campanilistico e frammentato delle Docg italiane. Abbiamo l’occasione di far riscoprire il valore delle diversità, che abbiamo finora vissuto spesso come una debolezza”. “L’interesse verso le bollicine sta crescendo sempre più - ha detto Andrea Zanfi, editore di Bubble’s - e il territorio acquese si presta, inoltre, molto alla realizzazione di sparkling e il progetto Acqui Docg Rosé è estremamente interessante. Si tratta però di un lavoro difficile che richiede investimenti, capacità e risorse, ma qui, grazie anche a una materia prima eccezionale, ci sono tutte le carte in regola per fare bene”.
“Il Comune deve essere sempre più parte attiva nel processo di valorizzazione del nostro territorio e dei nostri vini come l’Acqui Docg Rosé e il Brachetto d’Acqui Docg - ha dichiarato il sindaco di Acqui Terme, Lorenzo Lucchini - con iniziative come “Acqui Wine Days” abbiamo perciò una straordinaria possibilità di promozione del nostro territorio, ricco di tradizioni, di sapori e di colori”.

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