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SHARING ECONOMY

Bologna è la prima città in Italia ad offrire esperienze enogastronomiche nelle case dei residenti

Un nuovo modello di turismo culturale promosso dalle Cesarine con Bologna Welcome ed il Comune (che ha concesso una deroga al decreto Unesco)

“L’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”, cantava il grande Lucio Dalla (in “Disperato erotico stomp”, nel 1977). Impossibile raccontare l’anima di Bologna, senza ricordare l’amore di uno dei più grandi cantautori di sempre per la sua città, per la vita cittadina, per le sue tradizioni e per i locali storici, di cui la cucina bolognese è parte integrante dell’identità, come Piazza Grande e le Torri degli Asinelli e della Garisenda. E forse, è anche per questo che “la Dotta” è la prima città in Italia ad offrire esperienze enogastronomiche direttamente nelle case dei residenti, intercettando una tendenza che vede sempre più persone venire nel Belpaese per il desiderio di autenticità, contatto diretto con la cultura locale e per vivere almeno un giorno da italiani, in cui il cibo - magari accompagnato da un buon calice di vino - è un elemento fondamentale, anche e soprattutto dopo il riconoscimento della Cucina Italiana a Patrimonio Unesco della quale la tavola bolognese è per eccellenza simbolo di convivialità. Il progetto, che apre una nuova strada al turismo culturale legato al cibo, è promosso dalle Cesarine, la più antica e diffusa rete di cuochi e cuoche di casa in Italia, fondata a Bologna nel 2004, in collaborazione con Fondazione Bologna Welcome ed il Comune, in deroga al decreto Unesco che regola le attività di somministrazione nel centro storico i cui celebri Portici sono Patrimonio dell’Umanità.
Bologna si conferma, così, non solo “regina” della tradizione a tavola, ma anche un laboratorio di innovazione nel turismo enogastronomico, lanciando un nuovo modello di esperienza culinaria che permette ai visitatori di prenotare pranzi e cene nelle case delle Cesarine, nel centro storico e nei quartieri fuori dalle mura, anche con pochissimo preavviso. Si tratta di un’iniziativa unica in Italia, che rende accessibile l’ospitalità culinaria di casa, trasformando la città in una rete di esperienze gastronomiche autentiche distribuite nei quartieri e nelle abitazioni dei bolognesi. La deroga al decreto Unesco concessa dal Comune rappresenta, dunque, un riconoscimento importante che ha valorizzato il carattere culturale dell’iniziativa: non un’offerta di ristorazione tradizionale, ma un’esperienza di incontro con la cucina di casa e con le persone che la custodiscono.
In collaborazione con Fondazione Bologna Welcome, Cesarine ha sviluppato un sistema di prenotazione dedicato alle esperienze nelle case della città e disponibili con aggiornamento in tempo reale: i visitatori possono, infatti, prenotare anche last-minute, con pranzi e cene garantiti entro due ore dal momento della prenotazione. Un modello che favorisce un turismo autentico, incoraggiando i viaggiatori a entrare in contatto diretto con la cultura gastronomica locale. Ogni esperienza presenta la Cesarina che ospita, l’indirizzo dell’incontro e le disponibilità aggiornate, consentendo una prenotazione immediata e un accesso diretto a una tavola di una casa bolognese, dal Cesarino Massimo alla Cesarina Oriana, da Paola a Martina, da Lisa a Federica.
Connettere i viaggiatori con Cesarine e Cesarini di tutte le regioni italiane per condividere la cultura locale e le tradizioni della ricette di casa è la mission della community - il cui board vede Niccolò Branca, ceo Fratelli Branca, Daniele Ferrero, ceo Venchi, il gruppo Finalca della famiglia Cazzola e Cdp Venture Capital, Davide Maggi, direttore esecutivo Digital Marketing & Communication Executive Program Bologna Business School, e ceo Home Food Srl - Società Benefit - che vede cuoche e cuochi organizzare corsi di cucina, tour enogastronomici e degustazioni che attirano ogni anno decine di migliaia di ospiti. Gli Stati Uniti, in particolare, sono il principale mercato, con oltre 30.000 ospiti nel 2025. Seguono Australia, Regno Unito, Canada e Nord Europa (in particolare Germania, Francia e Svizzera). Comunità Diffusa Slow Food dal 2019 e con un forte impegno nel turismo sostenibile, è così che Cesarine contribuisce a preservare il patrimonio culinario italiano e sostiene le comunità locali, operando nell’ottica della sharing economy.

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