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AGROALIMENTARE ED EXPORT

Brexit, senza accordo entro il 29 marzo 2019, a rischio 3,3 miliardi di euro di export made in Italy

Vino e pasta i prodotti italiani top in Uk, sottolinea Coldiretti. E preoccupano ancora di più leggi come “l’etichetta a semaforo”
BREXIT, Non Solo Vino
Con la Brexit senza accordo con Ue, a rischio 3,3 miliardi di export agroalimentare made in Italy

Dopo mesi di preoccupazioni ammorbidite da messaggi rassicuranti, ora, a poco meno di un anno dalla Brexit, che diventerà operativa il 29 marzo 2019, arriva la notizia che il Governo britannico prepara anche un piano da “apocalisse”, in caso di mancato accordo con l’Ue. Un quadro in cui, secondo il ministro per la Brexit David Davis, nella peggiore delle ipotesi, in due settimane, nel Paese ci sarebbe una carenza di medicine, carburante e cibo. E prospettiva che, se si concretizzasse in negativo, vedrebbe “andare in fumo 3,3 miliardi di esportazioni agroalimentari made in Italy in Gran Bretagna realizzati nel 2017”. A dirlo la Coldiretti, secondo cui sarebbe “una eventualità drammatica per i sudditi della Regina, ma anche per le imprese italiane particolarmente attive su un mercato molto importante per il cibo e le bevande nostrane. La voce più importante della tavola nelle esportazioni tricolori - sottolinea la Coldiretti - è infatti rappresentata dal vino, con un valore di 810 milioni di euro di esportazioni nel 2017 e, in particolare, dal Prosecco. Al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti c’è la pasta, ma rilevante è anche il ruolo dell’ortofrutta, dei formaggi e dell’olio d’oliva”.
Più dello scenario apocalittico a preoccupare, è però soprattutto il rischio che con l’uscita dall’Unione Europea si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane “come l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati inglesi e che boccia ingiustamente quasi l’85% del Made in Italy Dop. L’etichetta semaforo indica - conclude la Coldiretti - con i bollini rosso, giallo o verde il contenuto di nutrienti critici per la salute come grassi, sali e zuccheri, ma non basandosi sulle quantità effettivamente consumate, bensì solo sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze, porta a conclusioni fuorvianti arrivando a promuovere cibi spazzatura come le bevande gassate dalla ricetta ignota e a bocciare il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma, ma anche un elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva le cui esportazioni sono calate in quantità del 13,5% nel 2017”.

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