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BUROCRAZIA

Canada, via le restrizioni federali, in vigore dal 1928, al commercio di alcolici tra Stato e Stato

Fine di un’epoca e buona notizia per il vino: giù i costi e la burocrazia, maggiore libertà per i distributori del Paese
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Canada, superare l’“Importation of Intoxicating Liquors Act”

91 anni dopo l’entrata in vigore dell’“Importation of Intoxicating Liquors Act”, la declinazione canadese del proibizionismo, cade uno dei suoi capisaldi, emendato ufficialmente pochi giorni fa dall’entrata in vigore del Bill C-97, all’interno del Budget Implementation Act 2019, che rimuove le restrizioni federali al commercio ed al trasporto di alcolici tra Stati diversi del Canada, stabilmente tra i primi 5-6 mercati stranieri per il vino italiano. In soldoni, la buona notizia per chi commercia vino sul mercato canadese è che non ci sarà più bisogno di sottostare a leggi diverse tra Stato e Stato, con una semplificazione burocratica, ed economica, decisamente rilevante. In prospettiva, ad esempio, sarà più semplice, attraverso un unico distributore arrivare in tutte le rivendite del Paese, dove le riforme post proibizionismo non toccheranno la gestione monopolistica del commercio enoico, pur registrando i primi, importanti “allentamenti”, con decine di supermercati, dall’Ontario all’Alberta, che da qualche tempo hanno iniziato a vendere vino ed altri alcolici.

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