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LA PROTESTA DEI PASTORI

Caos latte: il 21 febbraio nuovo tavolo alle Politiche Agricole, obiettivo 1 euro al litro

La Regione Sardegna mette sul piatto 18 milioni di euro per le eccedenze. Mentre si dimette il presidente del Consorzio del Pecorino
Non Solo Vino
Continua la protesta dei pastori sardi, il 21 febbraio nuovo tavolo di filiera a Roma

Continua a tenere banco sulle cronache nazionali la protesta dei pastori sardi per il prezzo del latte loro riconosciuto. Il 21 febbraio ci sarà il nuovo tavolo tecnico, come ricordato dal Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio nei giorni scorsi: “il nostro obiettivo è anche quello di superare un euro al litro, ma porteremo anche un progetto di internazionalizzazione per cercare di alimentare le vendite. Stiamo lavorando in modo serio, nel pacchetto di dieci punti ci sono: il rispetto delle regole, l’aumento sanzioni, la stretta collaborazione con il mondo bancario, il registro telematico di ovino e caprino ed iniziative con la grande distribuzione”. Intanto, fanno i sapere i pastori, “la base di partenza per remunerare il latte ovino è di 80 centesimi al litro. Noi facciamo i calcoli sulla realtà: sotto quella soglia non copriamo i costi di produzione ed è anche anticostituzionale, perché non è che puoi mettere 50 milioni sul piatto e basta. I sacrifici li dobbiamo fare tutti”, detto all’Asa Gianuario Falchi uno dei pastori che ha presentato la controproposta degli allevatori, poi approvata dall’assemblea, e che verrà portata Roma il 21 febbraio. “Il prezzo del formaggio Pecorino Romano è già salito di 1,50 euro in dieci giorni - ha spiegato - quindi i trasformatori hanno la garanzia che non andranno sotto. Da parte nostra speriamo di arrivare oltre l’euro, però logicamente bisogna recuperare i mesi precedenti: noi speriamo che con questa proposta si arrivi all’euro al litro, che per i pastori è il traguardo. Ovviamente - ha ammesso Falchi - sapevamo che chiedendo l’euro non sarebbe arrivato dall’oggi al domani: non siamo stupidi. Lo sappiamo come funziona il mercato e come funzionano le vendite. Ora, però, c’è un fatto importante: all’unanimità abbiamo deciso di andare avanti. Questo vuol dire che i pastori non li divide nessuno".
Nel frattempo, la Regione Sardegna, attraverso la sua finaziaria Sfirs, ha dichiarato di essere pronta a mettere sul piatto, attraverso le banche, 18 milioni di euro per il ritiro di 30.000 quintali di eccedenze di pecorino romano, mentre l’Associazione delle Banche italiane (Abi), per voce del rappresentante sardo Giuseppe Cuccurese, ha annunciato la proroga dei fidi in essere ai trasformatori fino a dicembre 2019. Questo consentirà alle imprese lattiero casearie di avere maggiore liquidità per evitare che siano costretti a smaltire in fretta il pecorino e quindi a svenderlo. Terzo punto, gli istituti di credito concederanno un anno di tempo in più ai pastori per pagare le rate dei prestiti personali.
E in queste ore si è anche dimesso il Presidente del Consorzio di Tutela del Pecorino Romano, Salvatore Palitta, il cui mandato scade il 22 febbraio, e che non si ricandiderà, e secondo cui il vero nemico è la Gdo.
“Ora che si è dimesso il presidente del Consorzio, gli industriali colgano la nuova offerta dei pastori per garantire un prezzo del latte iniziale adeguato ai costi di produzione con una clausola che assicuri di raggiungere l’obiettivo di un euro in tempi certi - afferma la Coldiretti - serve un atto di responsabilità degli industriali che sono i diretti beneficiari delle consistenti misure di sostegno per 49 milioni di euro messe in campo da Governo e Regione, senza dimenticare le aperture delle catene distributive che si sono impegnate a riconoscere ai fornitori un valore, all’acquisto del pecorino, in grado di assicurare agli allevatori il prezzo di 1 euro al litro ed anche a realizzare campagne promozionali”.
“Sono positive le dimissioni del presidente Palitta annunciate su Facebook poiché è evidente - continua la Coldiretti - il fallimento dell’attuale gestione del Consorzio del Pecorino che va quindi completamente ripensato con l’ingresso nell’amministrazione dei pastori ai quali vanno assegnate le quote di produzione. Importante - sostiene la Coldiretti - la nomina di un Prefetto per verificare eventuali errori e violazioni ma anche per controllare la legalità delle operazioni di ritiro del pecorino da destinare agli indigenti con le risorse pubbliche. In gioco ci sono 12.000 allevamenti della Sardegna dove pascolano 2,6 milioni di pecore, il 40% di quelle allevate in Italia, che producono quasi 3 milioni di quintali di latte destinato per il 60% alla produzione di pecorino romano (Dop). In gioco c’è il futuro di migliaia di famiglie, di un settore economico strategico per il made in Italy e per l’intera Sardegna dove il 70% del territorio è destinato al pascolo dal quale gli animali traggono alimento”.

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