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ATTUALITÀ

C’è l’ok della Commissione Agricoltura Ue per il “Pacchetto Vino”: manca solo il sì della plenaria

Il via libera definitivo è atteso a febbraio. Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida: “segnale di grande attenzione”
COMMISSIONE AGRICOLTURA UE, FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, MINISTRO DELL'AGRICOLTURA, PACCHETTO VINO, UE, Mondo
La Commissione Agricoltura Ue ha approvato il “Pacchetto Vino”

Un nuovo passo avanti in attesa, dell’ultimo, il voto definitivo, atteso nella prossima plenaria del Parlamento Europeo, che ne sancirà l’approvazione. Prosegue l’iter del “Pacchetto Vino”, misura che vuole proiettare il settore, alla prese con uno dei suoi momenti più difficili, nel futuro. Dopo l’accordo provvisorio tra il Consiglio e il Parlamento Europeo, e l’ok dal Comitato Speciale Agricoltura, la Commissione Agricoltura, ieri, a Bruxelles, ha dato il suo “sì” all’unanimità, uno step necessario in attesa del voto definitivo, che passerà per l’intera Eurocamera, di febbraio.
“Pacchetto Vino” che, come già spiegato da WineNews, abbraccia otto punti principali e, quindi, migliore allineamento tra produzione e offerta, maggiore resilienza climatica, etichettatura semplificata e armonizzata, enoturismo, diciture per i vini No-Lo, flessibilità nell’export e vini aromatizzati, il tutto per far fronte ad una serie di sfide, come i cambiamenti demografici, i nuovi modelli di consumo, le pressioni climatiche e le incertezze del mercato.
Tra gli obiettivi dell’accordo di dicembre, un migliore allineamento tra produzione e domanda, con la possibilità per gli Stati membri di sostenere misure come l’estirpazione dei vigneti in eccesso. Tra le novità, la data di scadenza per il regime dei diritti di impianto che viene eliminata e sostituita da un periodo di revisione della durata di 10 anni. Per la resilienza climatica, i Paesi potranno aumentare il sostegno dell’Ue agli investimenti legati al clima. Ed ancora, un’etichettatura semplificata e armonizzata del vino con le norme in materia che saranno più snelle e con l’obiettivo di ridurre i costi e facilitare il commercio transfrontaliero; il sostegno all’enoturismo e nuove modalità di identificazione per i vini “No-Lo”. L’accordo prevede, infatti, che il termine “alcohol-free” si applicherà ai prodotti con gradazione alcolica inferiore a 0,5%, mentre la dicitura “0,0%” verrà utilizzata per quelli con gradazione alcolica inferiore allo 0,05%. Per i vini a gradazione alcolica ridotta (superiore allo 0,5%, ma almeno del 30% inferiore alla gradazione alcolica standard), ci sarà la designazione, ritenuta più chiara, “reduced-alcohol” (ovvero “a gradazione alcolica ridotta”) in sostituzione della precedente “alcohol-light”. Un altro punto dell’accordo riguarda la flessibilità nell’esportazione. I vini destinati all’export saranno, infatti, esentati dall’obbligo di elencare gli ingredienti e di fornire una dichiarazione nutrizionale per il mercato interno dell’Ue, riducendo, pertanto, gli oneri amministrativi. Riguardo alle malattie che colpiscono i vigneti, come la flavescenza dorata, attività quali monitoraggio, diagnosi, formazione e ricerca, riceveranno ulteriore sostegno. Per i prodotti vitivinicoli aromatizzati, l’accordo chiarisce che il vino rosato può essere utilizzato come base per ulteriori prodotti vitivinicoli aromatizzati regionali, ampliando le possibilità di sviluppo del prodotto.
Un accordo che, all’epoca, fu accolto favorevolmente dalle associazioni di categoria, soprattutto in un’ottica di rafforzamento della promozione, ma con qualche distinguo (come abbiamo scritto qui). Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, commentando, oggi, il voto della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, che ha, quindi, confermato all’unanimità l’accordo raggiunto sul Pacchetto di misure di sostegno al comparto del vino, ha affermato come “il via libera della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo al “Pacchetto Vino” è un segnale di grande attenzione per un comparto strategico. Grazie al lavoro portato avanti dalla Commissione ci saranno misure più incisive per la gestione dei rischi climatici e regole chiare sulle nuove denominazioni. Con questo si potrà garantire maggiore stabilità e trasparenza verso un settore che è simbolo di qualità e tradizione nel mondo. Il Governo Meloni prosegue nel suo impegno in Europa per difendere il lavoro dei nostri produttori affinché il vino italiano continui a essere protagonista sui mercati mondiali”.

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