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TECNOLOGIA

Che mondo sarebbe, senza le App? Dalle degustazioni all’enoturismo, le “must have”

L’ultima arrivata - tra big data, wine lover e produttori - si chiama “Yes We Wine”. La più popolare è ancora Vivino, scaricata da milioni di utenti

Cosa sarebbe la vita di tutti i giorni senza la tecnologia? Difficile dirlo, perché ormai non c’è attività che non contempli l’aiuto di un device, una app o l’ultima trovata tech. Si inizia da appena svegli, con macchine del caffè che possiamo accendere e gestire direttamente dallo smartphone, senza neanche alzarci dal letto. Ad accompagnare la colazione, le ultime news, in tv o sul tablet, con le App dei maggiori quotidiani e blog che ci mettono a disposizione una nutrita rassegna stampa. E poi di corsa al lavoro, in automobile, in mezzo una sosta carburante, pagando senza neanche scendere, e tornando a cambiare stazione radio con i comandi vocali. Non siamo ancora arrivati in ufficio (o in cantina) che ci siamo già resi bene conto di come, senza la tecnologia, non si può davvero più stare. Neanche tra i filari, dove la viticoltura 4.0 è diventata l’arma in più per consentire ai viticoltori una gestione ottimale delle piante, da remoto, senza uscire dalla cantina.

In effetti, al mondo del vino, specie sul fronte consumer, sono dedicate decine di App, che riguardano ogni aspetto: acquisto, degustazione, informazione, critica e quant’altro. L’ultima arrivata è “Yes We Wine”, lanciata già da qualche tempo, ma diventata solo adesso strumento a tutto tondo, con cui wine lover e professionisti del settore possono condividere le proprie note di degustazione, ma anche organizzare degustazioni private (in presenza o da remoto), guidare una masterclass da casa e creare e consolidare i contatti tra le aziende e i consumatori. Uno strumento innovativo particolarmente utile per produttori, organizzatori di eventi legati al vino, importatori ed associazioni di viticoltori, che permette di analizzare i dati relativi alla degustazione dei propri prodotti o di vini con cui si lavora in ogni angolo del mondo, così da avere un quadro completo dei trend di mercato.

Il vino, però, è anche - se non soprattutto - esperienza, vissuto, scoperta. Ed è proprio agli enoturisti che sono dedicate sempre più innovazioni tecnologiche. A partire da “Enonautilus”, skill di Alexa che permette di semplificare e digitalizzare il lavoro di accoglienza dei produttori, al servizio degli enoturisti, a cui basterà un comando vocale per andare alla scoperta del vino e dei territori più vocati. Sul fronte aziendale, la skill sviluppata dall’italoamericana Vanilla Innovations, permetterà di digitalizzare e semplificare il lavoro delle aziende vitivinicole, consentendo di gestire e centralizzare una serie di attività legate all’accoglienza in cantina e al marketing come la prenotazione delle esperienze, il check-in dei visitatori, la creazione di newsletter, l’invio di Sms e messaggi WhatsApp verso gli affezionati e i clienti, ma anche di monitorare l’andamento degli incassi e lo stato dei pagamenti.

Non l’unica delle skill di Alexa dedicate al vino, che può contare anche su “Vino Perfetto”, che guida il consumatore, in maniera semplice e intuitiva, nella scelta della miglior bottiglia da acquistare, in base all’occasione e all’abbinamento gastronomico. Per farsi consigliare da Alexa basta dire “Alexa, apri Vino Perfetto”, per poi lasciarsi guidare filtrando le opzioni in base alle proprie preferenze, come un’occasione speciale, una serata romantica, un aperitivo con gli amici, una cena di lavoro, ma anche in base al prezzo e all’abbinamento gastronomico, fino a trovare il vino ideale da acquistare, ovviamente senza muoversi dal divano.

A proposito di territorio e di enoturismo, nel mondo delle app ce ne sono due da segnalare e da scaricare sul proprio smartphone. La prima è firmata da Banfi, azienda leader del territorio del Brunello di Montalcino, che ha lanciato la sua “Banfi Experience”, utilizzabile via smartphone o con un semplice visore 3D, che consente di “visitare” vigneti e cantine anche da casa, in modo virtuale, o di arricchire l’esperienza diretta tra i filari sormontati dallo storico Castello di Poggio alle Mura con gli strumenti della “realtà aumentata”. In un altro territorio simbolo della viticoltura del Belpaese, quello di Langhe, Roero e Monferrato, c’è invece “Tabui” che, sempre attraverso la realtà aumentata, permette di visualizzare sullo schermo del proprio smartphone informazioni su quello che si sta inquadrando: punti di interesse, paesi, percorsi o altre informazioni, dall’arte alla cultura, dall’enogastronomia allo sport.

Restando nell’ecosistema delle app, la regina, la più popolare e scaricata, ma anche una delle più longeve è “Vivino”. Non ha bisogno di grandi presentazioni: è la app enoica più scaricata (oltre 50 milioni di download) e, fotografando una qualsiasi etichetta di vino (in tutto sono 13 milioni le etichette in archivio, da 213.000 cantine di ogni angolo del globo), ci restituisce ogni genere di informazioni, caricate da milioni di utenti in tutto il mondo, compresi i giudizi di chi si è preso la briga di scrivere una piccola recensione. Una guida alla degustazione e all’acquisto, che poggia, un po’ come TripAdvisor, sul parere degli utenti, e attraverso la quale acquistare direttamente la bottiglia scelta.

Funziona in maniera simile la app di “Wine-Searcher”, ossia il più grande database online dedicato al vino, dove trovare informazioni su nuove e vecchie annate e, soprattutto, la possibilità di comprare qualsiasi bottiglia in qualunque angolo del mondo ci si trovi. “Wine-Searcher”, infatti, mette a confronto e a sistema i prezzi di centinaia di enoteche online, tra cui scegliere, facendosi guidare non solo dal parere dei wine lover, ma anche dal giudizio della critica enoica internazionale, da Robert Parker ad Antonio Galloni (Vinous), da Wine Spectator a Wine Enthusiast, da Jeannie Cho Lee a Jancis Robinson a Tim Atkin.

Gli aspetti più importanti per i wine lover, come è facile immaginare, sono l’acquisto e la consegna a domicilio, per questo non sorprende che tra le app più scaricate in Italia ci siano “Winelivery”, che consegna a domicilio nelle principali città d’Italia, in 30 minuti, vino, birra e drink. Ma anche “Tannico”, l’enoteca online più grande d’Italia, e che punta all’internazionalizzazione a partire dalla Francia, dove poter scegliere tra 13.000 etichette diverse da 2.500 cantine. In ambiente Android hanno un certo successo anche le app di “Bernabei” (disponibile anche su iOS), storica enoteca romana che ha puntato molto sull’online negli ultimi anni, e di “Vinicum”, l’enoteca online del Gruppo Italiano Vini (Giv).

Dagli amatori ai professionisti del vino, per chi in una bottiglia non vede solo una forma di piacere, ma anche (se non soprattutto) un investimento, ci sono app come “Vindome”, che permette di investire, senza intermediari, su una ricchissima selezione di etichette, partendo da un centinaio di euro fino a migliaia di euro a cassa, mettendo in contatto, sul ricco mercato dei vini da collezione, produttori, investitori e consumatori, tra investimenti a lungo termine e compravendita. Tra le tante opportunità, anche quella di acquistare i grandi vini di Bordeaux en primeur. Al servizio delle aziende, più dei wine lovers, è invece “Vinitaly Plus”, la App digitale di Vinitaly, con 15.000 vini a portata di click in 10 lingue e cantine di 35 nazioni, uno strumento diretto e di matching del business per operatori, buyer e stampa nazionali e internazionali.

A livello di gestionale, da segnalare, per Aplle, “La mia cantina”, dove classificare i vini, dividerli per produttore, nazione, regione, anno, tipologia e altro ancora, con la possibilità di visualizzare statistiche e grafici, ma anche importare ed esportare un database di backup. Stesse possibilità offerte da “Wine Cellar Database” che, però, è solo in inglese. Anche le guide hanno un loro pubblico, come dimostrano le migliaia di download di “Bibenda” 2021, la guida della Fondazione Italiana Sommelier (Fis), ma anche della guida de L’Espresso “I Vini d’Italia” 2021, o di “Vini Buoni d’Italia” del Touring Club Italiano e di “Vitae” 2021, la guida firmata dall’Ais - Associazione Italiana Sommelier.

C’è spazio anche per chi vuole imparare e divertirsi, magari con la app “Wset Wine Game”, il gioco ufficiale del Wine & Spirit Education Trust per mettere alla prova le proprie conoscenze, ma anche scoprire curiosità ed informazioni interessanti sul mondo del vino. Così come per chi vuole semplicemente gustarsi un buon bicchiere di vino ascoltando un po’ di musica, con “Wine Listening”, la app che abbina, attraverso la foto dell’etichetta, la canzone giusta ad ogni vino, pescando tra 2,5 milioni di bottiglie e 4 milioni di canzoni in database.

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