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ANTEPRIME DI TOSCANA

Chianti, negli assaggi WineNews un caleidoscopio produttivo tra bevibilità e piacevolezza

“Chianti Lovers” svela l’annata 2021, il Chianti Superiore 2020 e la Riserva 2019 di una denominazione che rappresenta tutto il territorio di Toscana

Le “Anteprime di Toscana” sono entrate nel vivo con “Chianti Lovers”, che ha per protagonista una delle principali denominazioni della Regione, senz’altro dal punto di vista dei numeri: il Chianti che (insieme al Morellino di Scansano) ha creato una sinergia che rimette al centro il grande tema del brand Toscana, che delle tante diversità fa la sua forza, e della frammentazione, all’opposto, la sua debolezza. A Firenze, il Chianti, territorio con vigneti che sfiorano un’estensione di 15.000 ettari, da cui si ricavano una media di 750.000 ettolitri di vino, porta nel calice l’ultima annata, la 2021, insieme alla 2020 (Chianti Superiore) e alla Riserva 2019. Il Chianti è denominazione “contenitore” che praticamente include (attraverso le sue sottozone, Chianti Colli Aretini, Chianti Colli Fiorentini, Chianti Colli Senesi, Chianti Colline Pisane, Chianti Montalbano, Chianti Montespertoli e Rufina) tutto il territorio della Toscana, e, in questo contesto, propone vini dalle declinazioni anche molto diverse, per rispondere alla molteplicità delle esigenze dei mercati, specialmente quelli internazionali, di cui la denominazione è protagonista. Da questo punto di vista, la guerra in Ucraina la pone come una delle denominazioni con qualche fibrillazione in più, testimoniata, per esempio, dal prezzo del suo sfuso che, una quindicina di giorni fa, stava a 180 euro al litro (una cifra, peraltro molto interessante) ed oggi, invece, si muove sui 170 euro ad ettolitro. Il 2021, dal punto di vista commerciale, è stato comunque un ottimo anno per il Chianti, che ha visto i volumi imbottigliati in crescita del +5%, a quota 722.690 ettolitri (pari a quasi 100 milioni di bottiglie, più della metà dell’imbottigliato Dop della Regione), tanto che, a fine dicembre 2021, la Regione Toscana ha deciso di accogliere le richieste del Consorzio del Chianti di anticipare l’immissione sul mercato dell’annata 2021 all’1 gennaio, in anticipo di due mesi sulla normalità, per non lasciare gli scaffali senza Chianti. Che, dopo aver segnato una leggera crescita nelle vendite anche nel 2020 (+2%), anno nero per l’economia italiana, chiude il 2021 con il +10% dei fatturati (per il 65% dall’export, perlopiù Usa, Germania, Uk e Giappone, e per il 35% dal mercato interno), per un prezzo medio allo scaffale di 5-7 euro a bottiglia, e ben 22 milioni di bottiglie vendute nella sola Gdo italiana (erano 14 milioni nel 2014).

Ma veniamo ai vini. Alle spalle, una vendemmia da considerare, con qualche accento critico, specie a causa del suo andamento climatico tendenzialmente caldo, ma comunque in grado di dare vini immediatamente piacevoli con la dolcezza protagonista. Più interessante la 2020 che offre etichette di maggiore equilibrio, in un quadro di una bevibilità fragrante. Le Riserva 2019, invece, arriva da una vendemmia dall’andamento stagionale quasi da manuale, rivelando vini ritmati e ben profilati, se pure nel contesto di una tipologia, la Riserva, che a volte continua a proporre declinazioni un po’ più “caricate”, soprattutto dal punto di vista dell’utilizzo dei legni.

Sempre godibile, anche in un’annata certo da non incorniciare, il Chianti Biskero 2021 di Salcheto. Buone sensazioni complessive, da cui emerge una bevibilità accentuata per il Chianti Vigna di Pallino 2021 della Tenuta Sette Ponti. Piacevole e definito il Chianti 2021 del Castello di Poppiano.Dal timbro sfumato nei profumi e piacevolmente caldo e dolce, il Chianti 2021 della Vecchia Cantina di Montepulciano. Dal fronte delle aziende dai grandi numeri, è decisamente ben centrato il Chianti Superiore 2020 di Ruffino. Netto e ben profilato, tra il frutto e le spezie, il naso del Chianti Vinciano Riserva 2019 della Fattoria Calappiano (Sensi), dal sorso ritmato e saporito, di articolazione tannica ritmata. Bella definizione aromatica, ben corrisposta in una progressione gustativa succosa e agile per il Chianti Colli Fiorentini Vigna La Querce Riserva 2019 di Castelvecchio. Raffinato sia nei profumi che nella sua progressione gustativa, dai toni piacevolmente piccanti, il Chianti Colli Fiorentini Badia a Corte Riserva 2019 di Torre a Cona. Succo e ben scandito in bocca il Chianti Colli Fiorentini La Torretta Riserva 2019 de La Querce,dall’impianto olfattivo dai bei contrasti iodati su fondo fruttato. Profumato su toni floreali e sapido al gusto il Chianti Colli Fiorentini Riserva 2019 di Malenchini.

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