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CITTA’ DEL VINO: UN ERRORE COLTIVARE SAGRANTINO IN TOSCANA

Le Città del Vino sollecita “la Toscana a revocare il provvedimento che autorizza la coltivazione del Sagrantino sul suo territorio e invita tutte le altre regioni a non adottare analoghi provvedimenti per altri vitigni autoctoni”. Sollecitato anche un intervento congiunto del Ministero delle Politiche Agricole e delle Regioni “per intraprendere ogni azione necessaria per la tutela e la valorizzazione del patrimonio ampelografico nazionale, sostenuto da un provvedimento legislativo da parte del Parlamento - da approvarsi in tempi brevi - per la difesa dei vitigni autoctoni italiani e per il loro riconoscimento come patrimonio culturale dello Stato”.

“Il provvedimento di legge a tutela dei vitigni antichi italiani - spiega il direttore delle Città del Vino, Paolo Benvenuti - è ormai improrogabile. Il vino rappresenta una ricchezza per il territorio e questo legame non può essere banalmente messo in discussione”. Unanime l’appoggio di tutti i sindaci delle Città del Vino, compresi quelli del coordinamento regionale toscano.

“L’impianto di un vitigno autoctono in una zona estranea - afferma Valentino Valentini, sindaco di Montefalco, patria del Sagrantino - anche se autorizzato al solo fine di apportare miglioramenti ai propri vini, rappresenta un grave precedente che potrebbe innescare un pericoloso meccanismo di imitazione. Non disperdiamo per ragioni meramente commerciali il patrimonio rappresentato dai nostri vitigni autoctoni che ci consente di firmare come “made in Italy” un prodotto di qualità inimitabile altrove”.

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