Il nuovo Codice della Strada, e la parte relativa alle sanzioni per la guida in stato di ebbrezza, entrato in vigore a fine 2024, aveva fatto parlare molto, anche il mondo del vino italiano, che, alle prese con le scelte che cambiano e le tensioni internazionali (vedi dazi), aveva lanciato vari appelli, così come il settore della ristorazione, esprimendo preoccupazioni sull’impatto della riforma. Che, non va dimenticato, a livello di sanzioni non ha previsto modifiche sostanziali rispetto a quelle già stabilite dal 2010 (sotto 0,5 di tasso alcolemico, ovvero di grammi di alcol per litro di sangue, non ce sono, salvo per neopatentati ed alcune categorie professionali, poi si va da 0,5 a 0,8 per un primo scaglione, fino a 1,5 per un altro step, e oltre 1,5 per l’ultima “aliquota”, ndr). La novità più significativa riguardava, piuttosto, l’alcolock, un dispositivo elettronico che impedisce l’accensione del veicolo se rileva alcol nell’aria espirata dal conducente e che diventa obbligatorio per chi è stato condannato in via definitiva per guida in stato di ebbrezza, nei casi più gravi, ovvero quelli che scattano se viene rilevato un tasso alcolemico da 0,8 grammi litro a salire. E qui si apre un nuovo capitolo con la pubblicazione, ne “Il portale dell’automobilista”, dell’elenco dei dispositivi idonei, degli installatori autorizzati e dei modelli su cui l’alcolock è installabile. Da oggi, quindi, chi è stato condannato per il reato di guida con un tasso alcolemico nel sangue superiore a 0,8 g/l, dopo aver scontato la pena e ripreso la patente potrà mettersi al volante solo se sul veicolo sarà installato (a proprie spese) uno dei due alcolock, ma potrebbero arrivarne comunque altri, e solo se lo strumento rileverà l’assenza di alcol.
I due dispositivi alcolock autorizzati sono il Breatech Alcolock B1000 e lo Zaldy Alcolock. Il Breatech Alcolock B1000 prevede attualmente 49 installatori autorizzati, ma la maggior parte di questi insistono sul territorio della Lombardia, Milano in primis, con poche possibilità nel Centro e nel Sud Italia, perlomeno fino ad ora. C’è un elenco di marca e modelli per cui l’alcolock si può montare, ma anche un numero di telefono dedicato per chi, non trovando la propria marca, volesse chiedere la verifica di compatibilità. Per quanto riguarda lo Zaldy Alcolock, nell’elenco gli installatori autorizzati sono al momento solo tre (in Provincia di Torino, Pisa e Varese), ma è in aggiornamento. I modelli interessati sono tutti quelli della categorie N e M.
Un iter che potrebbe non essere facile e portare a delle controversie. Secondo Federcarrozzieri, infatti, non tutti i modelli di auto in circolazione in Italia sono dotati della tecnologia necessaria all’installazione dell’alcolock. “Ricordiamo - ha affermato il presidente Davide Galli - che la spesa stimata per l’installazione dell’alcolock sulle auto è di circa 2.000 euro a vettura, a cui si dovranno aggiungere i costi di taratura periodica prevista dal decreto, di manutenzione, e quella per i boccagli monouso”.
Assoutenti, l’associazione nata per tutelare e promuovere i diritti fondamentali dei consumatori, ha commentato la novità entrata nella sua fase operativa: “siamo favorevoli a qualsiasi provvedimento che limiti l’alcol alla guida e sanzioni con la massima severità chi mette a rischio la sicurezza stradale, ma l’Alcolock rischia di trasformarsi in una misura eccessivamente punitiva anche per chi non è mai stato condannato per guida in stato di ebbrezza, e dare il via ad una valanga di ricorsi”. E questo perché, per Assoutenti, “il sistema dell’Alcolock impone ai conducenti di sottoporsi ad un test ogni volta che si accende l’automobile, ma quando la stessa vettura è utilizzata da più soggetti - si pensi al caso di una famiglia numerosa - chiunque si mette alla guida dovrà affrontare l’etilometro, con costi non indifferenti. Ad ogni accensione della vettura, infatti, andranno usati boccagli monouso, che sono a carico degli utilizzatori dell’auto. A questi andranno aggiunti i costi di installazione, taratura e controlli periodici del dispositivo, elementi che potrebbero creare controversie legali come nel caso degli autovelox”.
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