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L’ULTIMO BRINDISI 2019

Coldiretti: Capodanno, 74 milioni di bottiglie di spumante per festeggiare in Italia (+8%)

Bollicine verso il record delle esportazioni, Uk e Usa in testa. E immancabile per il cenone, che costerà 94 euro a famiglia (+14% sul 2018)
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Capodanno, spumante italiano da record, i dati di Coldiretti

Bollicine nei calici, ormai, tutto l’anno, ma le festività di Natale e Capodanno continuano a rappresentare il picco dei consumi, tanto che, tra Natale e Capodanno, saltano oltre 74 milioni di tappi solo in Italia, in crescita del +8% sul 2018. A dirlo la Coldiretti, nel sottolineare che 9 italiani su 10 (91%) non rinunciano a fare un brindisi Made in Italy a fine anno, secondo l’indagine fatta dall’Istituto Ixè. Con la spesa per il Cenone che, sottolinea l’organizzazione agricola, sarà in media di 94 euro a famiglia (+14% sul 2018), con 7 italiani su 10 che celebreranno l’ultima cena dell’anno tra le mura di casa.
Sul fronte degli spumanti, sottolinea Coldiretti, “l’aumento della domanda ha spinto la produzione che dovrebbe attestarsi sopra le 700 milioni di bottiglie, con in testa il Prosecco, seguito da Asti e Franciacorta. La stragrande maggioranza dello spumante italiano si beve comunque all’estero con un balzo del 9% delle bottiglie esportate che a fine anno raggiungeranno per la prima volta il record storico annuale delle vendite per una quantità superiore a 560 milioni di bottiglie, sulla base dell’andamento delle spedizioni registrato dall’Istat nei primi nove mesi”.

Se in Italia lo spumante si classifica tra gli acquisti irrinunciabili nello shopping delle feste, ricorda ancora la Coldiretti, non sono mai state richieste così tante bollicine italiane che in quantità dominano nettamente nei brindisi globali davanti allo champagne francese, che però riesce a spuntare in media prezzi nettamente superiori.

“Fuori dai confini nazionali - continua la Coldiretti - i consumatori più appassionati sono gli inglesi che non sembrano essere stati scoraggiati dalla Brexit e sono, nel 2019, il primo mercato di sbocco delle spumante italiano con le bottiglie esportate che fanno registrare un aumento del 7% nelle vendite, mentre gli Stati Uniti sono al secondo posto, con un balzo dell’11% pur in presenza di tensioni commerciali e timori collegati ai dazi, mentre in posizione più defilata sul podio si trova la Germania che rimane il terzo consumatore mondiale di spumante italiano ma che con la frenata dell’economia tedesca paga un calo dell’8% sull’anno precedente”.

Nella classifica delle bollicine italiane preferite nel mondo ci sono tra gli altri il Prosecco, l’Asti e il Franciacorta che ormai sfidano alla pari lo Champagne, tanto che proprio sul mercato transalpino si registra una crescita record delle vendite del 30%. “Ma lo spumante italiano - aggiunge la Coldiretti - piace molto anche nel Paese di Putin, visto l’incremento del 17% in Russia nonostante le tensioni causate dal perdurare dell’embargo su una serie di prodotti agroalimentari Made in Italy. E un aumento in doppia cifra si riscontra anche in Giappone, con +37%. Sul successo delle bollicine tricolori nel mondo pesa però la contemporanea crescita delle imitazioni in tutti i continenti a partire dall’Europa dove sono in vendita bottiglie dal Kressecco al Meer-Secco prodotte in Germania che richiamano palesemente al nostrano Prosecco che viene venduto addirittura sfuso alla spina nei pub inglesi. All’estero finisce il 70% della produzione nazionale di bollicine”.

Come detto, però, lo spumante, prevalentemente italiano, è elemento irrinunciabile sulla tavola del Cenone di San Silvestro, per la quale, secondo i dati di Coldiretti e Ixè, gli italiani spenderanno in media 94 euro a famiglia, con il 71% che festeggerà in casa.

“Lo spumante - sottolinea la Coldiretti - si conferma come il prodotto immancabile per 9 italiani su 10 (91%), ma è sorprendentemente seguito a ruota dalle lenticchie presenti nell’82% dei menu, forse anche perché sono chiamate a portar fortuna secondo antiche credenze. Tra le più note quelle del Castelluccio di Norcia Igp, ma anche quelle inserite nell’elenco delle specialità tradizionali nazionali come le lenticchie di S.Stefano di Sessanio (Abruzzo), di Valle agricola (Campania), di Onano, Rascino e Ventotene (Lazio), Molisane (Molise), di Altamura (Puglia), di Villalba, Leonforte, Ustica e Pantelleria (Sicilia) o umbre quali ad esempio quelle di Colfiorito. L’interesse per le lenticchie è accompagnato dalla riscossa di cotechino e zampone presenti sul 67% delle tavole. Si stima che siano serviti 6 milioni di chili di cotechini e zamponi, con una netta preferenza per i primi. Durante le festività di fine anno - precisa la Coldiretti - vengono fatti sparire dalle tavole circa il 90% del totale della produzione nazionale che è in gran parte certificata come Cotechino e Zampone di Modena Igp, riconoscibili dal caratteristico logo a cerchi concentrici gialli e blu con stelline dell’Unione Europea, ma si rileva anche una apprezzabile richiesta per cotechini e zamponi artigianali, magari acquistati direttamente dagli allevatori, in azienda, nei mercati o nelle botteghe di Campagna Amica, dove la componente di carne italiana è pari al cento per cento. Sulle tavole per le feste è forte anche la presenza del pesce nazionale a partire da alici, vongole, sogliole, triglie e seppie con il 66% degli italiani che ha assaggiato il salmone arrivato dall’estero, appena il 13% si è permesso le ostriche e il 15% il caviale spesso, però, di produzione nazionale che viene anche esportata”.

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