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I DATI IRI-INFOSCAN

Con la ristorazione ferma, il vino italiano soffre. Ma si consola, almeno un po’, con la Gdo

Nelle ultime settimane, crescite a doppia cifra dell’acquisto di bottiglie allo scaffale, mentre l’e-commerce registra il +300%
CORONAVIRUS, GDO, IRI INFOSCAN, vino, Italia
Con la ristorazione ferma, il vino italiano soffre. Ma si consola, un po’, con la Gdo

Anche quella del vino, come tante filiere, soffre la crisi mondiale legata al coronavirus. La ristorazione è ferma, e sebbene in volume muova poco più del 30% del vino consumato in Italia, è il canale che genera maggior valore aggiunto. Il settore enoico, almeno in parte, si può consolare con la Gdo, e con il vino che, come gran parte degli altri generi alimentari, in questa fase di quarantena forzata a casa per milioni di italiani, cresce in maniera importante nel carrello degli italiani. Che, aspetto da non sottovalutare, sono stati costretti a tornare in massa a consumare sia il pranzo che la cena a casa, rispetto ai periodi di normale vita quotidiana, quando in moltissimi, per esempio, consumano il pranzo fuori per motivi di lavoro.
Un trend già delineato ad inizio crisi da molti degli imprenditori del vino, sentiti da WineNews, nei giorni scorsi, e che trova conferma nei numeri di oggi: secondo i dati forniti da Adm-Associazione della Distribuzione Moderna e Iri Infoscan, con il monitoraggio di 27.000 punti vendita della gdo, le vendite di vino, nella sola settimana che, dal 2 all’8 marzo, ha registrato un balzo del 6,8%. Grazie soprattutto ai vini Dop (+11,9%), più che ai vini senza denominazione o indicazione geografica (+3,9%).
Nel carrello della spesa sembrano così prevalere le produzioni enoiche di denominazioni note, e le etichette con cui si ha più familiarità mentre si ha meno tempo per regionalismi di etichette Igt. “In tempi di incertezza - spiega all’Agenzia Ansa Virgilio Romano, account director di Iri Infoscan - si fa meno attenzione alla convenienza del prezzo di una bottiglia, e si cerca la certezza dei grandi classici, le etichette e i territori più noti”.
Inoltre, anche in assenza di aperitivi, momenti conviviali e happy hour, “gli spumanti - precisa ancora Romano - hanno vendite altalenanti ma comunque a due cifre e sempre in terreno positivo: fino al 23 febbraio +17,6%, crollo a 5,7% nella settimana successiva, e poi ripresa a 11,7%, il tasso di crescita è comunque alto”.
Mentre è exploit delle vendite online del largo consumo. Secondo dati del panel Iri Ecommerce, “è in forte crescita, oltre il 300%, il click&collect, che accelera ulteriormente nelle tre settimane di emergenza sanitaria.
Tuttavia l’online delle insegne Gdo e di Amazon sembra non riuscire a incrementare poi le consegne a domicilio, per le difficoltà della logistica nel rispondere a questo boom. Anche se Amazon sta dando priorità alle consegne essenziali tra cui l’agroalimentare”. E intanto, crolla lo Champagne, a -53,2%.

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