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VINO E CULTURA

Con le bollicine del Conegliano Valdobbiadene il Premio Campiello celebrerà i suoi vincitori

Il Prosecco Superiore accompagnerà le celebrazioni del riconoscimento andato, in passato, ad Antonio Tabucchi e Dacia Maraini
CONEGLIANO VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE, PREMIO CAMPIELLO, Italia
Il brindisi con il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore nel 2020

Il Premio Campiello, uno dei riconoscimenti più importanti per il mondo letterario italiano, istituito nel 1962 per volontà degli Industriali del Veneto, andato negli anni ad alcuni dei più grandi autori della letteratura italiana (da Isabella Bossi Fedrigotti a Antonio Tabucchi da Dacia Maraini a Sandro Veronesi), celebrerà i suoi vincitori, e tutti i partecipanti, brindando con le bollicine del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, che accompagnerà tutti i momenti di celebrazione della manifestazione culturale (e stasera, con protagonisti i giovani finalisti, interverrà anche la presidente del Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, Elvira Bortolomiol).

“Il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco ribadisce così il proprio impegno a fianco della cultura italiana”, commenta Elvira Bortolomiol, presidente del Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco. “Noi produttori viviamo immersi nella bellezza del nostro territorio, che è prima di tutto un dono della natura, ma che è diventato unico al mondo grazie al lavoro sapiente e appassionato degli agricoltori che nei secoli hanno ricamato le nostre meravigliose colline. In questa bellezza, frutto di talento ma anche di tanto impegno troviamo il punto d’incontro tra noi e l’arte, in qualsiasi forma essa si esprima. Il nostro sostegno al Premio Campiello rientra nella strategia del Consorzio di promuovere ogni forma d’arte che rappresenti la creatività italiana”.

Parlando di cultura, nel suo rapporto con l’imprenditoria e con il territorio, Elvira Bortolomiol sottolinea quindi come “l’impresa privata o pubblica può contribuire a diversi livelli allo sviluppo e al consolidamento culturale. Prima di tutto l’impresa deve diventare “cultrice” del proprio prodotto. Non smettere mai di ricercare, di studiare, di sperimentare, ma anche di ascoltare e di osservare ciò che sta fuori dall’impresa stessa e poi naturalmente essere ricettiva rispetto ai valori e agli stimoli della società in cui l’impresa vive. Questo è un approccio che genera cultura. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore - continua Elvira Bortolomiol - è un prodotto che nasce da una tradizione secolare, quella di un territorio vocato alla viticoltura, integrata con un continuo approccio alla ricerca e allo studio dei viticoltori e degli enologi. Questo metodo di lavoro consente all’impresa di uscire dai propri confini e penetrare nella società. In questa direzione si muovono gli investimenti del Consorzio di Tutela a favore di manifestazioni culturali come il Premio Campiello. Perché sostenere la cultura del nostro paese, come del nostro territorio, è un dovere per l’impresa che di quegli stimoli culturali dovrebbe nutrirsi”.

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