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LAVORO NEI CAMPI

Confagricoltura: “manca manodopera per la raccolta e la vendemmia. Urgente il decreto flussi”

Il presidente Giansanti: “serve anche la proroga dei permessi di soggiorno scaduti per i lavoratori stranieri che sono già in Italia”
Confagricoltura, LAVORO, MANODOPERA, VENDEMMIA, Italia
La vendemmia a Castello del Terriccio

La raccolta di frutta e verdura è nel pieno della stagione estiva, e la vendemmia, già iniziata con qualche grappolo raccolto in Sicilia, è sempre più vicina. Ma esattamente come un anno fa, torna l’allarme per la mancanza di lavoratori nei campi, soprattutto extracomunitari, da anni fondamentali per la filiera agroalimentare italiane. A rilanciarlo è Confagricoltura. “Dai territori e dalle aziende agricole in tutta Italia, dal Nord al Sud, stiamo ricevendo crescenti segnalazioni di carenza di manodopera, mentre si entra nel vivo della stagione della raccolta e della vendemmia in molti campi, frutteti, oliveti e vigneti”, sottolinea il presidente Confagricoltura Massimiliano Giansanti. “Abbiamo chiesto l’emanazione di un nuovo decreto flussi per far entrare in Italia nuovi lavoratori stranieri - aggiunge - e l’ulteriore proroga, oltre il 31 luglio, dei permessi di soggiorno scaduti per consentire ai lavoratori stranieri, che sono già in Italia, di rimanere e lavorare. La pandemia ha acuito le difficoltà ed è poi necessario individuare adeguate soluzioni che non siano dettate solo dall’urgenza e dall’emergenza”.
Confagricoltura ha ricordato come più volte, negli ultimi anni, si siano ipotizzati progetti e proposte per fare fronte alla situazione, prevedendo l’impiego di disoccupati e di percettori di ammortizzatori sociali del nostro Paese. Nessuna proposta però è riuscita e garantire un numero adeguato di lavoratori. C’è sicuramente anche la necessità di porre in essere un’attività di adeguata formazione sia per i connazionali, sia per gli stranieri. “È un problema che riguarda il mondo agricolo ma anche gli stessi consumatori - ha osservato Massimiliano Giansanti - tra le proposte che abbiamo evidenziato quelle di impiegare in comune la manodopera extracomunitaria con un’efficace programmazione. L’idea è quella di trattenere per più tempo i lavoratori, impiegandoli in diverse aziende e per più mansioni”.
Confagricoltura - sulla base dei dati del Rapporto dell’Osservatorio Nazionale sul lavoro agricolo dell’ente bilaterale Eban e di Nomisma - pone in evidenza come l’agricoltura vanti una quota rilevante di manodopera straniera, con oltre 340.000 lavoratori stranieri; complessivamente rappresentano il 32% del totale degli operai agricoli in Italia. Il 62% dei lavoratori stranieri sono di origine extra-Ue, soprattutto africana, in particolare provengono dai Paesi del Nord (Marocco e Tunisia) e dell’Ovest (Senegal, Nigeria), ma anche dall’Est Europa (Albania ed Ucraina) e dall’Asia (India e Pakistan). Il 93% dei lavoratori stranieri comunitari giunge da Romania, Polonia, Bulgaria e Slovacchia.

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