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LAVORO E BUROCRAZIA

Confagricoltura: “vendemmia minacciata dal “Decreto Trasparenza”, in vigore dal 13 agosto”

Il presidente Giansanti: “non c’è materialmente il tempo per dare puntuale seguito ai nuovi adempimenti, e si rischiano gravi sanzioni”
BUROCRAZIA, Confagricoltura, DECRETO TRASPARENZA, VENDEMMIA, Italia
La vendemmia in corso in Franciacorta

Non bastassero la siccità che mette in difficoltà le campagne, l’inflazione che minaccia i consumi e il caro costi di produzione con cui fare i conti, oltre alle tensioni geopolitiche che non giovano ai mercati internazionali, a complicare la vita ai produttori di vino c’è anche, come sempre, la burocrazia. Almeno secondo Confagricoltura, che lancia un nuovo allarme, in vista delle vendemmia, ma non solo. “Continuiamo a parlare di semplificazione e sburocratizzazione, ma tutte le volte che si tratta di applicare una direttiva europea facciamo di tutto per complicarci la vita, rendendo sempre più difficile il lavoro degli imprenditori”. Enrico Allasia, presidente Confagricoltura Piemonte, interviene sulle criticità operative derivanti dall’applicazione del decreto legislativo 27 giugno 2022, numero 104, il cosiddetto “Decreto Trasparenza”, che regolamenta gli obblighi informativi che i datori di lavoro sono tenuti a fornire ai lavoratori, a partire dal prossimo 13 agosto. “Gli agricoltori - dichiara Allasia - vogliono rispettare le leggi e collaborare in modo fattivo al contrasto dello sfruttamento e a qualsiasi forma di discriminazione in ambito lavorativo, ma occorre tener presente la realtà in cui operano le imprese del settore primario e la specificità del lavoro agricolo: la variabilità della programmazione del lavoro e l’ammontare minimo delle ore retribuite garantite, per fare un esempio, sono estremamente complicate da determinare in agricoltura, soprattutto nei periodi di raccolta quali la vendemmia, che quest’anno sarà anticipata già al mese di agosto”.
A parere di Confagricoltura anziché applicare la direttiva in modo così burocratico sarebbe necessario individuare percorsi che consentano di tenere in considerazione le diverse tipologie di lavori agricoli e accelerare in modo deciso sui processi di semplificazione e di digitalizzazione di cui tanto si parla, ma che continuano a rimanere il più delle volte inattuati. Secondo Confagricoltura, che è la più grande organizzazione datoriale del settore, è necessaria una proroga del provvedimento, come ha chiesto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti con una lettera indirizzata al ministro del lavoro Andrea Orlando, e a quello delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli. “Le imprese agricole non sono nella condizione di far fronte a nuovi adempimenti burocratici. È indispensabile una congrua proroga dell’entrata in vigore delle disposizioni in materia di informazioni da fornire ai lavoratori all’atto dell’assunzione.
“La proroga è necessaria anche in considerazione della situazione eccezionale che sta caratterizzando l’annata agraria - scrive Giansanti - a causa della siccità le operazioni di raccolta devono essere anticipate così come la programmazione delle assunzioni di lavoratori stagionali. Non c’è materialmente il tempo per dare puntuale seguito ai nuovi adempimenti e le imprese rischiano gravi sanzioni”, puntualizza il presidente Confagricoltura, che aggiunge: “non intendiamo mettere in discussione gli obiettivi del decreto legislativo citato, che condividiamo, ma abbiamo profondi dubbi sulla scelta delle modalità operative che risultano eccessivamente onerose per il settore agricolo nel quale prevale il lavoro stagionale. Il rinvio alla contrattazione collettiva darebbe la possibilità di semplificare gli oneri burocratici senza ledere in alcun modo i diritti dei lavoratori”. “Non vogliamo essere disfattisti - sostiene ancora Allasia - ma se non si arriverà a un rinvio delle disposizioni la prossima vendemmia partirà sotto pessimi auspici per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro. La situazione è già delicata e si deve evitare di esasperare gli imprenditori con provvedimenti per molti versi assurdi: far entrare in vigore un provvedimento alla vigilia di Ferragosto, con la vendemmia alle porte, vuol dire esporre gli agricoltori a rischio di contenziosi e sanzioni. Con un po’ di buon senso si deve evitare questa ulteriore difficoltà alle imprese e per questo invitiamo i parlamentari che nelle prossime settimane si rivolgeranno all’elettorato a tenere in maggiore considerazione i reali problemi delle imprese, intervenendo nei confronti del governo perché non si producano danni facilmente evitabili”.

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