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LA SOMMELLERIE DEL FUTURO

Congresso Ais: l’enoturismo cresce, il Sommelier figura perfetta su cui investire

A Verona, dal 22 al 24 novembre. Antonello Maietta: “è una figura che conosce il vino, e riesce a legarlo al territorio in cui viene prodotto”
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Congresso Ais: l’enoturismo cresce, il Sommelier figura perfetta su cui investire

La scoperta dei sapori del made in Italy, la visita dei territori e delle cantine dove nasce l’eccellenza del vino e del cibo sono, oramai stabilmente, tra le prime motivazioni per chi sceglie di viaggiare in Italia. A dirlo ci sono decine di studi e statistiche.Come l’indagine dell’Università di Bergamo secondo cui, al momento di scegliere la destinazione di un viaggio, il 63% degli italiani considera molto importante la presenza di un’offerta enogastronomica o di esperienze legate all’enogastronomia, così come il 49% degli intervistati provenienti da Australia, Cina, Francia, Germania, India, Irlanda, Italia, Messico, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti d’America. E ormai, oltre il 70% delle cantine italiane mette a disposizione servizi di accoglienza turistica, con la Toscana capofila, seguita da Piemonte e Veneto. A ricordarlo è l’Associazione Italiana Sommelier (Ais), che avrà proprio l’enoturismo ed il ruolo del sommelier al centro del Congresso nazionale, di scena a Verona, dal 22 al 24 novembre, per fare luce su una figura del sommelier che evolve, acquisisce ulteriori competenze, procede di pari passo con il mutamento delle esigenze del cliente e con l’ampliamento dei contesti in cui è chiamato a lavorare.
Per questo da tempo l’Associazione Italiana Sommelier, la più antica del settore in Italia, e la più grande (40.000 iscritti, guidata da Antonello Maietta, è da tempo impegnata nel per valutare i punti di forza e l’efficacia dell’attuale modo di raccontare il cibo e il vino, allo scopo di dotare il settore enoturistico di un numero sempre crescente di professionisti addestrati. I nuovi sommelier Ais, spiega l’associazione, saranno sempre più preparati sui temi della comunicazione, del marketing e della storia delle tradizioni locali: un nuovo modello di “sommellerie” che passa dal racconto del vino a quello del territorio da cui proviene; una narrazione in cui il lato enologico si fonde in maniera armonica con quello culturale, assicurando un’esperienza a tutto tondo. Partendo da una convinzione: “fra tutti i professionisti di settore in Italia, il sommelier è la figura professionale che meglio si adatta alle nuove esigenze delle aziende in termini di enoturismo” - spiega Antonello Maietta.- ed è perfetto per diversi motivi: si può formare in tempi relativamente brevi, ha competenza nell’assaggio del vino, è abituato a parlare di abbinamenti cibo-vino. Ma non solo, riesce anche a legare il vino al territorio in cui viene prodotto, contestualizzarlo nella zona di produzione in cui si trova”.

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