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CLIMATE CHANGE

Dai fuochi in Borgogna ai bruciatori hi-tech in Umbria, i viticoltori lottano contro le gelate

Ormai sempre più frequenti i fenomeni come il gelo tardivi che rischia di compromettere la produzione. Ed i produttori si attrezzano

Fino a qualche tempo fa straordinarie, le immagini delle vigne di Francia e d’Italia punteggiate di fuochi e di stufe per proteggerle dalle gelate tardive primaverili, con le gemme già sulle piante che rischiano di essere bruciate dal troppo freddo, stanno diventando, purtroppo, ricorrenti quanto suggestive. E così, come riporta tra gli altri il profilo Facebook di “Vins de Bourgogne” del Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne, nei giorni scorsi, e soprattutto di notte, le temperature sono scese a -6 C° su alcune colline di Chablis, e sono rimaste tra -2 e -4 C° nella Côte d’Or e nella Côte Chalonnaise. Il Mâconnais è stato relativamente meno colpito, intorno a 0 a -1 grado, o anche -2 in alcuni settori del Mâconnais settentrionale. Con i viticoltori tornati ad accendere i fuochi in vigna per limitare i danni, di cui una prima stima sarà fatta nei prossimi giorni. La buona notizia è che rispetto alle gelate del 2021, molto più lunghe e diffuse, il fenomeno è stato più breve e meno intenso, e di conseguenza le perdite di produzione, che lo scorso anno furono ingenti, dovrebbero essere meno preoccupanti per i produttori. Che, invece, guardano con preoccupazione alla ricorrenza del fenomeno delle gelate tardive che, temono alcuni, rischia di diventare strutturale, con il cambiamento climatico.
Anche in Italia, in questi giorni, in tanto territori, le temperature sono scese notevolmente rispetto alla media del periodo, ma senza gravi danni, anche se alcune cantine hanno preferito “prevenire”, attivando sistemi di contrasto alle basse temperature più moderni. Come ha fatto, ad esempio, la Arnaldo Caprai, a Montefalco, terra del Sagrantino, vitigno riscoperto e rilanciato proprio dalla cantina guidata da Marco Caprai, che, da decenni, investe nella gestione tecnologica e smart dell’azienda, nell’ottica della sostenibilità. E che, nelle scorse ore, ha attivato un imponente bruciatore tra i filari, collegato ad una imponente e moderna ventola capace di espandere l’aria calda nel vigneto, riducendo l’impatto del freddo.Testimonianze di come i viticoltori ed i produttori di vino cerchino di adottare soluzioni il più efficaci possibili, chi guardando alla tradizione chi investendo nella modernità, per contrastare gli effetti di un fenomeno complesso, ma ineluttabile, come il climate change che, come raccontato spesso, con tante testimonianze e studi, sta progressivamente ridisegnando lo scenario vitivinicolo ed enologico del mondo che verrà.

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