Il 2026 non sarà ricordato in Francia come una vendemmia abbondante. Lo raccontano le prime previsioni sui volumi del raccolto dell’annata nei vigneti della prima potenza enoica mondiale in valore. Stime numeriche particolarmente attese, in un’annata particolare, condizionata dal grande caldo (come in Italia, del resto), con i primi grappoli francesi raccolti in tempi record, come riportato da WineNews in riferimento a territori iconici come la Champagne e la Borgogna, ma con una precocità che ha interessato anche la regione di Bordeaux. E da quanto sottolinea Agreste, il servizio statistico ministeriale dell’agricoltura d’oltralpe, al 1 settembre 2026, la produzione viticola francese è stimata in circa 34 milioni di ettolitri, in calo del -6% su base annua e inferiore del -17% della media dei raccolti del periodo 2021-2025, che include 3 annate di scarsa produzione (2021, 2024 e 2025). Si tratterebbe di uno dei raccolti più scarsi degli ultimi 30 anni.
Il calo della produzione, su base annua, spiega Agreste, è dovuto tanto alla riduzione delle superfici vitate in produzione, quanto a rese penalizzate dalle condizioni meteorologiche dell’annata. Il risultato è che le superfici in produzione risultano in calo del -2,5% sull’anno precedente, mentre gli effetti di un’estate particolarmente calda e secca si sono fatti sentire: la siccità del suolo si è intensificata su tutto il territorio e le ondate di calore hanno causato localmente fenomeni di disidratazione, bruciature, defogliazione e appassimento degli acini, riducendo i volumi di raccolta. Le condizioni all’inizio della campagna, spiega ancora Agreste, erano tuttavia favorevoli. Il ripristino delle riserve idriche del suolo in primavera, il buon sviluppo dei grappoli e la scarsa pressione delle malattie avevano inizialmente fatto presagire un potenziale produttivo più elevato. Ma le condizioni calde e secche dell’estate hanno ridimensionato questa prospettiva. E se le precipitazioni tardive sono riuscite ad attenuare localmente gli effetti della siccità, il loro impatto sul volume complessivo, a livello nazionale, appare comunque limitato. Al momento, spiega il report, tutte le categorie di vini registrano un calo su base annua, fatta eccezione per i vini Igp provenienti in larga misura dalla Linguadoca-Rossiglione, il cui volume rimane, tuttavia, inferiore rispetto alla media quinquennale.
Le stime della vendemmia 2026 in Francia parlano, quindi, di 33,8 milioni di ettolitri: 14,2 milioni di ettolitri sono riferiti ai vini Aop (-10% sul 2025 e -17% sulla media quinquennale 2021-2025); 10,3 milioni di ettolitri è la previsioni per i vini Igp (+4% sul 2025, ma -7% sulla media quinquennale). In calo anche la previsione per la categoria degli “altri vini”, compresi quelli senza denominazione (a 2,2 milioni di ettolitri, -13% sul 2025 e -23% sulla media degli ultimi 5 anni), e dei “vins pour eaux-de-vie”, i cosiddetti “vini per acquaviti”, a 7,1 milioni di ettolitri di stima produttiva (-7% sul 2025 e -25% sulla media del periodo 2021-2025).
Guardando alla stima del raccolto per vigneto (e in riferimento a tutte le tipologie di vini), al 1 settembre 2026, la vendemmia per lo Champagne segna 1,3 milioni di ettolitri (-48% sul 2025, -46% sulla media quinquennale 2021-2025); il bordolese è a 3,5 milioni di ettolitri (+10% sul 2025, -11% nel confronto con gli ultimi 5 anni); la Borgogna - Beaujolais a 1,4 milioni di ettolitri con un calo del -33% tanto annuale che nella media quinquennale.
Nella pubblicazione di Agreste viene riportato che nella Champagne la vendemmia è iniziata a metà agosto, con una maturazione eccezionale. Ma dopo alcune avversità climatiche, e quindi gelate nell’Aisne, grandine e siccità a partire da marzo, il raccolto si preannuncia ridotto della metà sul 2025 e la media quinquennale, con il peso dei grappoli che ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 20 anni.
In Borgogna e nel Beaujolais, grandine, siccità e ondate di calore hanno fortemente ridotto un potenziale inizialmente elevato. In Borgogna, il Pinot Nero, particolarmente colpito, registra perdite superiori al 50%. Nel Beaujolais, la vendemmia è iniziata intorno al 13 agosto, confermando rese storicamente basse.
Nel bordolese, invece, le recenti precipitazioni di fine agosto hanno avuto effetti favorevoli sulla produzione, attenuando le conseguenze dell’ondata di caldo e della siccità prolungata. I Crémant, raccolti precocemente, fanno registrare rese soddisfacenti. Nonostante la riduzione di quasi 5.000 ettari di vigneti in produzione sull’ultima vendemmia (-5%), favorita dal programma nazionale di sostegno alla riduzione del potenziale viticolo, la produzione dovrebbe aumentare del 10% rispetto ai livelli molto bassi del 2025 grazie a rese migliori, pur rimanendo ben al di sotto della media 2021-2025 (-11%).
In Linguadoca-Rossiglione, infine, nonostante una riduzione delle superfici in produzione stimata in oltre 5.000 ettari (pari al -3%), la produzione dovrebbe registrare un aumento del +5% sullo scarso raccolto 2025, grazie a rese migliori, pur rimanendo inferiore del -8% sulla media 2021-2025. Un incremento che cela, tuttavia, forti disparità a livello locale, legate al ricorso all’irrigazione da parte delle aziende agricole, con vigneti duramente colpiti dalla siccità nel Rossiglione.
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