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CAPODANNO IN TAVOLA

Dalle piazze di città e borghi alle campagne, l’Italia si prepara al brindisi di fine anno

250.000 in agriturismo (Coldiretti), 6,3 milioni al ristorante (Fipe), con il vino protagonista, e i “fermi” che tengono il passo delle bollicine (Ovse)
CAPODANNO, Coldiretti, FIPE, OVSE, Italia
Dalle piazze di città e borghi alle campagne, l’Italia si prepara la brindisi di fine anno

Che sia nelle piazze delle città d’arte o dei mille borghi d’Italia, nelle campagne del Belpaese dove gli agriturismi spopolano, o al ristorante, quello di capodanno è, senza ombra di dubbio, il brindisi più conviviale dell’anno, dove tutti, allo scoccare della mezzanotte, alzano i calici e condividono sogni e speranze. E se 250.000 persone, secondo la Coldiretti, lo faranno negli agriturismi italiani (che, nel 2018, hanno registrato complessivamente 13 milioni di presenze), saranno ben 6,3 milioni gli italiani che festeggeranno in uno dei 93.000 ristoranti aperti per l’ultimo dell’anno, sottolinea la Fipe. Tra lenticchie, zamponi e cotechini, simboli della tradizione alimentare, il grande protagonista sarà il vino. E se nelle ultime ore dell’anno saranno stappati tante dei 240 milioni di bottiglie di spumante del periodo delle festività stimate da Unione Italiana Vini e Ismea, la fine dell’anno si conferma un toccasana anche per i vini. Tanto che le vendite all’estero dei vini fermi imbottigliati per le feste natalizie tengono il passo con le bollicine: secondo i dati dell’Ovse - Osservatorio vini spumanti effervescenti, saranno stappate nel mondo circa 220 milioni di bottiglie che, insieme alle 70 milioni di vino frizzante, raggiungeranno un giro d’affari al consumo di 5 miliardi di euro. Valori estremamente positivi, con qualche numero in meno di bottiglie consumate rispetto al 2017, ma con un giro d’affari in crescita. Dal 2013 al 2018, infatti, l’incremento in valore è stato di 200 milioni di euro per i soli consumi dei vini delle feste, specie grazie ai vini più richiesti per il periodo delle festività di Natale e Capodanno: Brunello, Bolgheri, Sangiovese, Soave, Nero d’Avola, i vini rosati di Puglia, il Lambrusco dell’Emilia, il Livon del Friuli, il Pinot Grigio di Veneto e Trentino, ma anche il Moscato e la Malvasia, soprattutto in Cina pur essendo un vino bianco.
Quanto ai singoli Paesi, se la Germania si conferma appassionata di vini effervescenti, come Trebbiano e Garganega, ma anche Verdicchio, Passerina e Friulano, gli Usa si confermano al primo posto per consumo di bottiglie tricolori, dal bianco, rosso e rosato alle bollicine. Seguono, per i vini fermi, Regno Unito e Giappone. In Cina, Pechino, Nanchino, Shanghai e altre grandi città hanno aperto soprattutto bottiglie di Barbera e Nero d’Avola, mentre tra i bianchi i Moscato. In Russia, bene i vini bianchi e rosati corposi provenienti da Puglia, Sicilia, Emilia, Veneto e Marche. Mai come adesso, commenta il presidente di Ovse, Giampietro Comolli “occorre un’unica regia pubblica per promuovere il vino italiano all’estero, anche alla luce della ripresa dell’11% dei consumi dei vini francesi per queste feste, dopo 2-3 anni difficili”.

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