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LA CURIOSITÀ

Di Franco Galvani “La Vigna Eccellente” 2019, il più bel vigneto del Marzemino, cantato da Mozart

Il vitigno che caratterizza la viticoltura della Vallagarina, in Trentino, è l’unico in Italia ad aver un premio dedicato alla bellezza dei vigneti
BELLEZZA, MARZEMINO, MOZART, VIGNA ECCELLENTE, VIGNETO, Italia
Un grappolo della vigna di Marzemino di Franco Galvani vincitrice de La Vigna Eccellente 2019

Il buono del vino, spesso, si sposa con il bello del paesaggio, ed in particolare della vigna. Tanto che al vigneto più bello c’è anche chi ha dedicato un premio unico, a suo modo, ovvero “La Vigna Eccellente” dedicata la Marzemino, tra le espressioni più peculiari della viticoltura trentina, ed in particolare della Vallagarina, e già cantato da Mozart nel suo “Don Giovanni”. E, a spuntarla, nell’edizione n. 18 del concorso, andato in scena ad Isera, tra 50 appezzamenti di vigneto in gara, per 225.000 metri quadrati, è stato il vigneto di Franco Galvagni a Brancolino, nel Comune di Nogaredo, coltivato a guyot, sistema che, per il Marzemino, non è ancora molto diffuso. La giuria, presieduta dal professor Attilio Scienza, Docente di Viticoltura alla Facoltà di Agraria dell’Università di Milano (e composta da Marco Stefanini, Duilio Porro e Bruno Mattè, tecnici della Fondazione Edmund Mach - Istituto Agrario di San Michele all’Adige, Enzo Merz, giornalista e Gran Maestro della Confraternita della Vite e del Vino di Trento, Nereo Pederzolli, giornalista, Carlo Rossi che, nel 2001, ha tenuto a battesimo il concorso in qualità di Sindaco di Isera, Franco Nicolodi e Paolo Benvenuti, rispettivamente coordinatore regionale e direttore delle Città del Vino) ha premiato gestione, regolarità, cura della spalliera, molto luminosa, ma anche l’equilibrio della fertilità. Il vigneto presentava, inoltre, strati fogliari non eccessivi, corretta cura fitosanitaria e regolarità nella produzione.
Attilio Scienza, che ha definito il premio come una sorta di “eucarestia”, intesa nel suo senso più generale di “ringraziamento”, ha voluto ricordare come sia importante essere grati agli agricoltori, visto che è anche grazie al loro lavoro che Isera è conosciuta e, in tal senso, ha ribadito come l’introduzione di una Docg per il Marzemino potrebbe essere un’occasione per dare futuro alla coltivazione di questo vitigno, valorizzando le zone più vocate per la sua produzione che incidono fortemente sul risultato finale.
Collegata a questo anche la scelta della giuria di conferire il premio letterario Francesco Graziola alla giornalista e scrittrice di origine roveretana Isabella Bossi Fedrigotti (che è anche produttrice di vino, ndr), nei cui libri si percepisce molto spesso un grande amore per la sua terra.
“Sono davvero commossa di ricevere questo riconoscimento - ha commentato la scrittrice - anche perché è il primo premio che ricevo nella mia regione. Ritengo bellissima l’idea del concorso dedicato ai viticoltori poiché è un premio al paesaggio, alla cura, alla bellezza. La viticoltura è la religione dei miei padri, dei nostri padri e vorremmo diventasse anche la religione dei nostri figli”.

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