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PATRIMONI DELL’UMANITÀ

Distanti ma più vicine di quanto si pensi, le Langhe stringono un gemellaggio con le risaie cinesi

Ad unirle, il riconoscimento Unesco, primi siti a concretizzare una collaborazione su agricoltura, turismo, economia, ricerca, politiche ed eventi
CINA, LANGHE, UNESCO, Italia
Le Langhe e le risaie cinesi gemellate

Vanno matti per vini come il Barolo o il Barbaresco, e per quelle bottiglie da sogno di vecchie annate ricercatissime dai collezionisti, ma i cinesi, questa volta, vanno oltre la loro passione nel calice, per stringere con i langaroli un gemellaggio all’insegna della tutela del paesaggio agricolo e del lavoro dell’uomo in agricoltura. Ad annunciarlo è Gianfranco Comaschi, presidente dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato che, di ritorno da una missione nei giorni scorsi in Cina con la delegazione piemontese, ha spiegato che i Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e i Terrazzamenti di riso di Honghe Hani nella regione dello Yunnan in Cina saranno i primi siti Unesco a concretizzare un patto di collaborazione, promosso nel 2017 dal Forum culturale Italia-Cina, piattaforma di dialogo permanente tra i settori della cultura, dell’arte e delle industrie creative dei due Paesi, suggellata dalla visita del Presidente Sergio Mattarella a Pechino. In particolare, “il battesimo ufficiale è atteso per la fine di marzo, in occasione della visita di Stato del Presidente cinese Xi Jinping a Roma”.
Distanti geograficamente, ma vicini più di quanto si pensi. Il sito piemontese, 87.000 ettari in 5 aree viticole accanto al Castello di Grinzane Cavour, è una testimonianza unica per la storia della viticoltura, della vinificazione e dei processi tecnici ed economici che caratterizzano la regione da secoli. I terrazzamenti cinesi (16.600 ettari) sono spettacolari terrazze che scendono a cascata lungo le pendici delle imponenti montagne di Ailao e sulle rive del fiume Hong nello Yunnan, dove il popolo Hani ha sviluppato in 1300 anni un complesso sistema di canali per portare l’acqua dalle cime boscose alle coltivazioni.
La delegazione piemontese, guidata dal Site Manager Roberto Cerrato, è intervenuta nel workshop “Cultural Heritage and Environmental Resourse Protection” nella prestigiosa Jiaotong University di Xi’an, l’antica capitale della Cina nella provincia dello Shaanxi, e con il supporto dell’Ambasciata italiana, ha incontrato al Ministero della Cultura di Pechino Wen Dayan, direttore del Department of Foreign Affairs e Philippe Pyper, dirigente dell’Unesco in Cina, per stabilire tempi e contenuti dell’accordo di gemellaggio tra il sito italiano e quello cinese, iscritti nella World Heritage List rispettivamente nel 2013 e nel 2014. Un accordo che prevede una cooperazione sul turismo, l’agricoltura, l’economia e il commercio, con il coinvolgimento della ricerca, delle università e delle industrie, ma anche per la partecipazione ad eventi e nell’adozione di politiche all’insegna della sostenibilità.
“Con questo progetto di gemellaggio tra paesaggi collinari agricoli da un lato vitivinicoli e dall’altro risicoli - sottolinea a “La Stampa” l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Giorgio Ferrero - possiamo iniziare un confronto internazionale su tematiche legate al lavoro dell’uomo, facendo anche da apripista a livello mondiale”. “Una collaborazione, quella con la Cina e la regione dello Yunnan - dice l’assessore al Turismo della Regione Piemonte Antonella Parigi - che può certamente rafforzare il ruolo di questo territorio a livello nazionale e internazionale, nonché avviare scambi arricchenti. Un percorso di valore che, come Regione Piemonte, seguiamo con grande interesse, e che ben si integra con la visione regionale per lo sviluppo di questa area straordinaria”.

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TAG: CINA, LANGHE, UNESCO

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