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RISCHIO CONFUSIONE ?

Docg per obbligo, Doc e Igt per scelta, ma tutte le bottiglie di vino potranno avere “la fascetta”

Un decreto del Ministro Lollobrigida modifica quello del 2020 firmato Bellanova. In nome della tracciabilità. Tutto nelle mani della Zecca dello Stato
DOC, DOCG, FASCETTE, IGT, vino, Italia
I facsimile delle fascette di Stato per i vini Docg, Doc e Igt

La tracciabilità e la trasparenza sono sempre più fondamentali sui mercati, di ogni merce. Ed il vino non fa eccezione. Tra gli elementi di scelta allo scaffale, in un’offerta enorme e frammentata come quella del vino italiano, c’è il sistema delle fascette di Stato: obbligatorie per le Docg, facoltative per le Doc, ed ora, su richiesta dei Consorzi, o delle Regioni, anche delle Igt. Perchè mentre il mondo del vino aspetta, da anni, tra le altre cose, una normativa che definisca e consenta di comunicare con un simbolo univoco il famoso “standard unico di certificazione della sostenibilità”, ed una legge che consenta anche ai produttori italiani di produrre, in Italia, i vini “low e no alcol” che rappresentano un’onda che tanti altri Paesi produttori stanno cavalcando con successo, nei giorni scorsi, un po’ in sordina, dal Ministero è arrivato un decreto che ne modifica uno del 2020, in attuazione di un aspetto previsto già da tempo dal Testo Unico del vino, quello della tracciabilità anche dei vini Igt (che valgono più o meno un terzo della produzione italiana), sconfessandone però un po’ lo spirito, secondo alcuni, in questo ambito.
Come previsto dal Testo Unico, e in qualche modo di concerto con la filiera, infatti, il Ministero delle Politiche Agricole, all’epoca guidato da Teresa Bellanova, con un decreto del febbraio 2020, aveva previsto, tra le altre cose, un “sistema di controllo e tracciabilità telematico per i vini confezionati a Doc e Igt”. Ovvero, nelle intenzioni, un sistema snello, focalizzato sul digitale, e che, in qualche modo, aprisse il monopolio in materia, almeno per certe categorie di vini, della Zecca dello Stato.
Il decreto firmato dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida il 19 dicembre 2023, andato in Gazzetta Ufficiale il 20 gennaio ed ora operativo, invece, introduce il contrassegno stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, in luogo del cosiddetto sistema alternativo di cui all’articolo 48, comma 8, della Legge n. 238/2016, che potrà essere utilizzato per i vini confezionati a Igt, oltre che per i vini a Doc, previa scelta del Consorzio di tutela riconosciuto o, in sua assenza, dalla Regione.
Una modifica, tra le altre (è prevista anche la sostituzione della dicitura “Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali” con “Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle foreste”, con quella vecchia che, comunque, sarà valida fino a smaltimento delle fascette già stampate, ndr) che, stando ai rumors raccolti da WineNews, sarebbe stata introdotta e ritenuta necessaria dal Ministero, in seguito a qualche situazione un po’ confusionaria, benchè marginale, occorsa in alcuni territori negli scorsi mesi. Secondo alcuni, però, seppur in nome della tracciabilità, si rischia di innescare un po’ di confusione in più, visto che le fascette, ad un primo colpo d’occhio, non sono così diverse da una tipologia ed un’altra, per un consumatore occasionale, disattento o che fa la spesa “di fretta”, come capita a molti. E, così, per esempio, come capita in diversi territori del vino in cui le denominazioni sono ancorate ad un solo varietale, potrebbe succedere che, allo scaffale, il consumatori si trovi con il vino Docg con la fascetta di Stato obbligatorio, il vino Doc con quella facoltativa, e magari anche l’Igt che riporta in etichetta la varietà, con le tre tipologie della piramide qualitativa, di fatto, rese un po’ più omogenee, a colpo d’occhio. Inoltre, se nello spirito del Testo Unico del Vino, in materia, si leggeva tra le righe anche l’intenzione di aprire il mercato dei contrassegni ed i sistemi di tracciabilità, almeno per le Doc e le Igt (per i quali, lo ripetiamo, sono comunque volontari), questi saranno, comunque, forniti solo e soltanto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

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