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Dopo un 2017 da incorniciare parte a marce alte il 2018 delle aste di vini di lusso, con un “uno-due” tutto americano tra Hart Davis Hart e Sotheby’s e la prima che mette a segno la seconda asta più grande della sua storia (10,08 milioni di dollari)

La più grande asta commerciale di vino dall’autunno del 2016 e la seconda più grande della sua storia, con un incasso complessivo di 10.077.363 dollari (il 133% della stima aggregata più bassa) e il 100% dei lotti venduti: ecco, in sintesi, lo spettacolare risultato della prima asta di vini di lusso e da investimento che l’americana Hart Davis Hart ha messo a segno questo mese, e che rende bene l’idea di quanto il mercato globale dei fine wine goda di ottima salute e di fiducia da parte degli investitori di tutto il mondo.
La “An Auction of Finest and Rarest Wines”, che si è svolta nel corso di tre diverse giornate di puntate e rilanci a Chicago (https://goo.gl/opjZxj), ha visto venduto ognuno dei 3.569 lotti, un vero e proprio parterre de roi dell’enologia globale e anche italiana. I top lot assoluti, prevedibilmente, sono di dominio assoluto della sola Francia, con in cima al podio dieci bottiglie di Chambertin 1990 di Armand Rousseau, passate di mano per 45.410 dollari, seguite da tre di Romanée-Conti 2012 di Domaine de la Romanée-Conti (41.825) e altrettante dell’annata 2004 (38.240), con il quarto posto ad un’imperiale di Château Pétrus 2005 (35.850 dollari) e ben tre lotti in quinta posizione a pari merito, ovvero dodici bottiglie di Château Lafite Rothschild 1982, una magnum di Romanée-Conti 2011 e sei bottiglie di La Tâche 2005 Domaine de la Romanée-Conti, tutte passate di mano per 33.460 dollari. Per l’Italia, invece, a tenere alta la bandiera c’è, ancora una volta, la stella del Sassicaia di Tenuta San Guido, con 6 bottiglie della mitologica annata 1985 che sono state battute a 11352,5 dollari, a fronte di una stima massima di 10.000: ben distanziate, a seguire ci sono poi sei bottiglie di Le Rocche del Falletto Riserva 2001 di Bruno Giacosa (4.541 dollari), sei di Masseto 1998 di Tenuta dell’Ornellaia (4.182,5) e ben sei lotti a pari merito in quarta posizione. Nello specifico, sono tutte state vendute a 3.346 dollari una doppia magnum di Barbaresco 1997 di Gaja, due doppie magnum di Barbaresco Asili Riserva 1996 di Bruno Giacosa , dodici di Amarone della Valpolicella 2008 di Romano Dal Forno, sei di Brunello di Montalcino Riserva 1997 Case Basse di Gianfranco Soldera, dodici di Sassicaia 1998 e altrettante di Sperss 2004 di Gaja, con ancora un lotto del principe dei grandi rossi toscani in quinta posizione, ovvero sette bottiglie di Brunello di Montalcino 2010 di Cerbaiona (2.868 dollari).
In aggiunta, il mega-evento di Hart Davis Hart non è stato l’unico che ha dato il via al 2018 delle aste di vini di lusso oltreatlantico, visto che in quel di New York la prima asta dell’anno di Sotheby’s, la “Finest & Rarest Wines” ha raccolto ben 1.979.106 dollari, con un podio dei top lot assoluti tutto targato Domaine de la Romanée-Conti: dodici bottiglie di La Tâche 1995 hanno spuntato un prezzo finale di 51.660 dollari, altre dodici dell’annata 1998 46.740 e tre di Romanée-Conti 2012 43.050, mentre la “medaglia d’oro” dei top lot tricolori è di Angelo Gaia, con sei bottiglie di Costa Russi 2000 passate di mano per 2.091 dollari. A seguire, un secondo posto affollatissimo, in un testa a testa enoico fra Tenuta San Guido e Gaja che ha visto “le roi” vincere tre a uno: per la medesima cifra, 1.722 dollari, sono state infatti aggiudicate una bottiglia di Sassicaia 1985, quattro di Barbaresco 1990, una della 1998 e una di Costa Russi 1998, mentre la medaglia di bronzo è tornata in Toscana, con sei bottiglie di Solaia 2007 di Marchesi Antinori vendute per 1.599 dollari.

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