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FORMAZIONE E ALIMENTAZIONE

Educare i bambini a cibo e benessere: è il progetto “Amo ciò che mangio 3.0” del Parmigiano Reggiano

L’iniziativa, gratuita, è rivolta a tutte le scuole italiane dall’infanzia alle medie e si concluderà con una gita virtuale in caseificio
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Educare i bambini a cibo e benessere: il progetto “Amo ciò che mangio 3.0” del Parmigiano Reggiano

Educare bambini e ragazzi ad una ricerca e una costruzione del benessere, non solo alimentare ma in tutte le sue forme, in un periodo in cui la pandemia e il lockdown hanno aumentato e amplificato il livello di ansia e paura percepito e hanno reso tutti, specialmente i più piccoli, più fragili e vulnerabili: è lo scopo di “Amo ciò che mangio”, il progetto gratuito del Consorzio Parmigiano Reggiano rivolto ad insegnanti, classi e famiglie delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado per costruire esperienze di benessere in classe e in famiglia. Dopo aver coinvolto oltre 6.000 insegnanti e più di 150.000 studenti a livello nazionale, l’edizione n. 6, rinominata “Amo ciò che mangio 3.0”, prevede una formazione iniziale per gli insegnanti e un percorso a tappe che inizia a gennaio e si conclude a maggio con una gita virtuale in caseificio dove gli alunni potranno interagire con il processo che darà vita a una forma di Parmigiano Reggiano.
Moltissime ricerche svolte in questi ultimi mesi hanno evidenziato un grande aumento di disagio psicologico e relazionale, individuando proprio nei bambini e nei ragazzi coloro che più di altre categorie stanno sentendo le ripercussioni psicologiche ed emotive di questa situazione.

“In questo momento così precario ed imprevedibile - afferma Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio - il Parmigiano Reggiano diventa promotore ed ambasciatore del benessere non solo dal punto di vista alimentare, sostenendo insegnanti, alunni e famiglie nella costruzione ed esperienza di un benessere quotidiano, da vivere nelle emozioni, nel rapporto con gli altri e la comunità, nella relazione con il territorio e l’ambiente”.

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