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ECONOMIA E FUTURO

Enoturismo risorsa strategica. Ma servono nuovi professionisti, ed i territori ci investono

Il Master dell’Università Cattolica del Sacro Cuore sostenuto dal Consorzio del Franciacorta, da quello dei Vini del Canavese e dai Sommelier Ais
ENOTURISMO, MASTER, UNIVERSITÀ CATTOLICA, Italia
Enoturismo risorsa strategica per l'Italia. Ma servono nuovi professionisti

L’enoturismo è una vera e propria risorsa per il Belpaese ma per il futuro sarà necessario puntare sempre di più sull’alta formazione per comunicare e valorizzare tutte le eccellenze italiane. I punti di forza del turismo legato al vino sono noti e l’emergenza che stiamo attraversando li ha messi ancora più in evidenza: oltre ad incarnare alla perfezione i valori del Made in Italy e dell’Italian way of life, l’enoturismo si sta rivelando un pilastro economico e un motore di ripartenza per il settore..
I numeri parlano chiaro: 25.000 aziende coinvolte, 30.000 dipendenti, oltre 2,5 miliardi l’anno generati. Non a caso stanno nascendo nuove opportunità per i futuri professionisti del settore e il mondo accademico è in prima fila. Un esempio è arrivato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore che ha progettato, già dal 2019, il Master in Comunicazione per il Settore Enologico e il Territorio (scadenza iscrizioni il 4 gennaio, https://offertaformativa.unicatt.it/master-comunicazione-settore-enologico-territorio). Il percorso universitario, patrocinato dall’Associazione Italiana Sommelier (Ais) Lombardia e Piemonte, dal Consorzio Franciacorta, dal Consorzio dei Vini di Caluso, Carema e Canavese, da Confindustria Canavese e Confagricoltura Torino, affronta i molteplici aspetti del mondo del vino, coniugando conoscenze storico-culturali con strumenti di comunicazione tradizionale e digitale, regole di degustazione con tecniche di narrazione e storytelling. Perchè se il Belpaese è uno dei più avanzati sul fronte enoturistico, come racconta il “Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2020 di Roberta Garibaldi, esistono però anche importanti lacune, rispetto ai paesi competitor europei, nella valorizzazione delle risorse, nell’offerta di servizi, nella promozione del patrimonio enogastronomico e carenza nelle informazioni sui siti ufficiali delle realtà interessate, dovute ad una insufficiente comunicazione della “ricchezza” nazionale.
Lacune per colmare le quale, oltre alla intraprendenza degli imprenditori del vino e del turismo, serve anche una formazione più avanzata. “Territori un tempo destinati solo alla produzione agricola, grazie all’enoturismo hanno la possibilità di essere rivitalizzati e divenire mete turistiche d’eccellenza - dichiara Carla Lunghi, direttrice del Master - queste nuove forme di turismo esperienziale necessitano di una comunicazione efficace senza la quale si rischia di perdere attrattività verso i turisti e, di conseguenza, risorse economiche per il territorio”.
Senza valorizzazione la strada diventa in salita. “Soprattutto in questo periodo di grandi cambiamenti - dichiara Ercole Zuccaro, direttore Confagricoltura Torino - è necessario poter contare su professionisti competenti e innovativi”. Il Piemonte guarda con interesse alle potenzialità offerte dall’enoturismo. Secondo Riccardo Condorelli, presidente Gruppo Turismo, Cultura e Sport di Confindustria Canavese, la produzione vitivinicola “se valorizzata e promossa con strumenti moderni e innovativi, può contribuire alla crescita del turismo legato al vino anche nel nostro territorio”.
Il Master vede in prima linea Ais Piemonte - “è sempre stato un obiettivo prioritario - ha dichiarato Mauro Carosso, responsabile della didattica - dei Sommelier, comunicare il vino legandolo al territorio di produzione” e Ais Lombardia, con il presidente Hosam Eldin Abou Eleyoun che ha ricordato l’importanza “di sviluppare e promuovere progetti simili per il loro spessore culturale e sociale”. Tra i protagonisti c’è anche il Consorzio Franciacorta, perchè, come ricordato dal presidente Silvano Brescianini, “valorizzare la cultura del vino e il suo territorio saranno driver essenziali per crescere”. Per Caterina Adorno, presidente del Consorzio dei Vini di Caluso, Carema e Canavese, la collaborazione con il Master é “un valore aggiunto nella valorizzazione delle nostre denominazioni del Canavese”.

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