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LA QUERELLE

Etichette del vino in Ue, Unione Italiana Vini (Uiv): “cavillo “ingredients” intempestivo e dannoso”

L’8 dicembre in vigore il nuovo regolamento. Ma “50 milioni di etichette già stampate in Italia. Rivedere norma e autorizzare l’esaurimento scorte”
CEEV, ETICHETTE, INGREDIENTI, QR CODE, UE, UIV, UNIONE EUROPEA, Italia
La piattaforma U-Label sviluppata per rispondere, con il Qr code, alle nuove regole

Con l’avvicinarsi dell’8 dicembre, data dalla quale entrerà in vigore il nuovo Regolamento europeo sull’etichettatura dei vini, sale la tensione del settore, perchè dalla Commissione Europea non arrivano le rassicurazione attese sul caos determinato dall’ultimo cavillo voluto dall’esecutivo europeo (la parola “ingredients” anziché l’acronimo “i” a fianco al QR code sulla lista degli ingredienti). “Sono oltre 50 milioni le etichette di vini italiani già stampate secondo il modello inizialmente condiviso e poi sconfessato dalle linee guida della Commissione Ue”, afferma l’Unione Italiana Vini (Uiv), ribadendo come “l’intempestivo intervento della Commissione, a 2 anni dalla stesura del Regolamento comunitario (2021/2117) e ad appena 2 settimane (8 giorni, ndr) dal varo della nuova etichettatura europea, sia un danno imprevisto e importante per il settore”. L’Unione Italiana Vini (Uiv) rileva, inoltre, che le precisazioni fatte ieri dal portavoce Agricoltura della Commissione, Olof Gill, “non soddisfano le imprese del vino e non risolvono il caos. È impossibile, tra l’altro, per i produttori procedere, nelle tempistiche di legge, con adeguamenti, ordini e ristampe”. Secondo Unione Italiana Vini (Uiv) e il Comitato Europeo delle Aziende Vitivinicole (Comité Vins - Ceev, di cui fa parte, per l’Italia, anche la Federvini, e che proprio per rispondere alle novità del Regolamento ha sviluppato la piattaforma U-Label), la nuova interpretazione fornita dall’istituzione “si presta a diverse violazioni, a partire dal testo legislativo, poiché non spetta alla Commissione apportare nuove norme a livello di orientamento interpretativo. In aggiunta, si prospetta una violazione dei principi generali dell’Ue, come la certezza del diritto e la proporzionalità: è giurisprudenza consolidata che gli enti non possano adottare nuovi obblighi senza un termine ragionevole per attuarli. C’è poi, secondo le due organizzazioni, una violazione delle norme procedurali: imporre una diversa interpretazione del Regolamento a pochi giorni dall’adozione della norma lede infatti il principio comunitario inserito nel programma di lavoro della Commissione che ha come obiettivo la riduzione degli oneri amministrativi inutili. Con buona pace di milioni di etichette già state stampate, in buona fede e nel rispetto della Legislazione, destinate al macero. Atteggiamento questo contrario anche alle politiche sulla tutela dell’ambiente”. Per questi motivi, l’Unione Italiana Vini (Uiv) chiede “un’immediata sospensione in merito alla principale criticità contenuta nelle linee guida della Commissione (Q&A n.38), al fine di rivederne il contenuto e garantire certezza giuridica alle imprese. Contestualmente, sarà necessario ottenere il consenso all’utilizzo di tutte le etichette stampate prima della pubblicazione delle linee guida e fino a esaurimento scorte”.

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