Se l’export agroalimentare italiano è stato da record nel 2025, con un valore complessivo di quasi 73 miliardi di euro, grazie a un aumento del 5% sull’anno precedente, anche a livello europeo il comparto può festeggiare i suoi 12 mesi “best”M anche se non tutti i prodotti del “paniere” - vedi ad esempio il vino e l’olio di oliva - hanno vissuto un anno con il segno positivo. Secondo l’ultimo “Monitoring Eu Agri-Food Trade”, il report della Commissione Europea, riportato da WineNews, nel 2025 le esportazioni agroalimentari dell’Ue hanno raggiunto un nuovo livello record di 238,4 miliardi di euro, +1% sul precedente primato del 2024 (+2,8 miliardi di euro). Le esportazioni di vino (e prodotti a base di vino) hanno, però, registrato la seconda maggiore riduzione in termini di valore (-1 miliardo di euro pari al -6%) nella top 15 dei prodotti esportati, dietro soltanto ai cereali, attestandosi a 16,4 miliardi di euro nel 2025, anche se è l’olio ha segnare il passivo più pesante nel 2025, -39% per un valore complessivo dell’export che ha superato di poco i 6 miliardi di euro a causa di una riduzione dei prezzi del -28% dal picco raggiunto nel 2024.
Tornando al vino, nel confronto con l’anno precedente è andato perso un miliardo di euro e ciò è dovuto, principalmente, ad una riduzione di 721 milioni di euro nelle esportazioni verso gli Stati Uniti (-14%), che sono rimasti la prima destinazione con un “peso” del 12%. Stati Uniti, ma non solo, perché sono diminuite anche le esportazioni verso il Regno Unito (-148 milioni di euro, -4%), la Cina (-113 milioni di euro, -21%) e la Russia (-97 milioni di euro, -15%), mentre sono aumentate verso l’Africa subsahariana (+62 milioni di euro, +14%) e l’Oceania (+40 milioni di euro, +11%). Il vino vale il 7% delle esportazioni agroalimentari dell’Unione Europea ed è il terzo prodotto in valore, dietro ai prodotti della macinazione - preparazioni a base di cereali (rientrano qui, tra i tanti, la pasta ed i prodotti da forno ndr) e latticini. In calo anche spirits e liquori, a 8,3 miliardi di euro (-6% sul 2024, 510 milioni di euro in meno).
Il Regno Unito, con 55,6 miliardi di euro, guida la top 15 dei Paesi su cui l’export Ue incide di più: copre il 23% del totale ed è aumentato del 3% sul 2024 (quasi 1,6 miliardi di euro di crescita). Completano il podio gli Stati Uniti a 28,6 miliardi di euro (-6%), che incidono per il 12%, e la Svizzera, a 13,2 miliardi di euro (+7%). Nel 2025 le esportazioni agroalimentari verso gli Stati Uniti sono calate di 1,8 miliardi di euro, quelle dalla Cina, partner commerciale n. 4, del -5% per un valore di 12,6 miliardi di euro complessivi.
L’Ue ha di fatto consolidato la sua posizione esportatore leader agroalimentare, risultando l’unico tra i primi 5 esportatori mondiali ad aver aumentato il valore delle proprie esportazioni. L’aumento dei prezzi ha incrementato il valore delle esportazioni di prodotti a base di cacao, caffè, cioccolato e prodotti lattiero-caseari. Il valore dell’olio d’oliva esportato è diminuito a causa dei prezzi più bassi, mentre i volumi di vino e cereali sono calati. Complessivamente, la maggiore crescita del valore delle importazioni ha portato ad un calo della bilancia commerciale agroalimentare dell’Ue a 49,9 miliardi di euro, per -13,3 miliardi di euro sul 2024, anche se il surplus commerciale dell’Ue rimane 4 volte superiore a quello del 2002. Nel 2025, il commercio agroalimentare ha rappresentato il 9% delle esportazioni totali dell’area e il 7,5% delle importazioni totali.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026