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MERCATI

Export del vino italiano a 3 miliardi di euro a maggio 2026: -6,8% sul 2025 (come ad aprile)

I dati Istat analizzati da WineNews: si ferma il “recupero” in valore, e i volumi frenano ancora (-5%) a 809,1 milioni di litri. Usa a -15,4%
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Export del vino italiano a 3 miliardi di euro in valore a maggio 2026 (-6,8%)

Dopo mesi di sensibile recupero, in un contesto comunque negativo, sembra “stabilizzarsi”, almeno in valore, il trend dell’export del vino italiano a maggio 2026. Con i mercati principali, dagli Stati Uniti alla Germania fino al Regno Unito, che, però, peggiorano le performance riscontrate il mese precedente, quello di aprile. Lo dicono i dati Istat, pubblicati oggi, ed analizzati da WineNews: da gennaio a maggio 2026 le esportazioni di vino italiano nel mondo hanno sfiorato i 3 miliardi di euro (2,98 miliardi di euro), -6,86% sullo stesso periodo temporale 2025 e dato percentuale che, di fatto, non si discosta dall’andamento di aprile 2026. A livello di volumi esportati il risultato è di 809,1 milioni di litri e, quindi, del -5% sui primi 5 mesi 2025, dato, questo, in peggioramento anche dal -3,7% di aprile 2026.
Gli Stati Uniti, che rappresentano il mercato al vertice dell’export del vino italiano, hanno importato per 709 milioni di euro, e il confronto con il 2025 resta ampiamente negativo (-15,4%) e in linea con quanto rilevato nel primo quadrimestre 2026, anche se i volumi calano sensibilmente nei confronti dell’ultimo bollettino, scivolando a -6% sul 2025, per un quantitativo pari a 141,5 milioni di litri. La Germania resta il mercato di riferimento europeo e il n. 2 al mondo per il vino italiano che qui ha esportato per 439,1 milioni di euro (-8,2% sul 2025) e con volumi a -9,3% (180 milioni di litri). Giù anche il Regno Unito a 278,5 milioni di euro (-6,5%) e con volumi che, sempre nel confronto tra i primi 5 mesi 2025 e quelli del 2026, segnano -6,6% (88,5 milioni di litri).
La prima notizia positiva, in termini di andamento dell’export, arriva dal Canada a 159,5 milioni di euro, stabile sullo stesso periodo 2025. Dietro ci sono la Svizzera a 143,8 milioni di euro, e che, come ad aprile 2026, rimane a -12,7%, e la Francia a 127,1 milioni di euro, ma che, però, scende in territorio negativo (-2,9%). Il mercato dei Paesi Bassi per il vino italiano, nei primi 5 mesi 2026, vale 97,9 milioni di euro, in calo del -6,6% sullo stesso periodo 2025, mentre l’andamento del Belgio cala a doppia cifra a 79,2 milioni di euro (-12,6%). Si avvicinano la Svezia a 78,4 milioni di euro (-2,4%) e la Russia, il cui mercato segna un importante exploit sul 2025 a 71,9 milioni di euro (+17,4%), anche se il ritmo degli acquisti, come osservato anche ad aprile 2026, sta rallentando.
Per quanto riguarda il mercato orientale, il Giappone recupera su aprile 2026 e il confronto con il 2025 è all’insegna della stabilità (-0,2%) a 99,7 milioni di euro. Ottimo, invece, in percentuale, il risultato della Cina che, pur partendo da valori più bassi, tocca i 34,1 milioni di euro, +18% sul 2025. Tra le sorprese, liete, c’è anche il Brasile, uno dei mercati emergenti di punta, a 16,9 milioni di euro (+15,2%), mentre non arrivano buone notizie dall’Australia dove l’export ha toccato i 23,4 milioni di euro (-16,9%).
Dopo un mese di gennaio negativo, e che risentiva anche della “corsa agli acquisti” di inizio 2025 per scongiurare quei dazi poi effettivamente arrivati, e il “recupero” nei mesi successivi, ma sempre con il segno meno ad accompagnare il totale, l’export di vino italiano a maggio 2026 non ha generato, dunque, quel balzo in avanti che ci si augurava, restando stabile, a livello di andamento economico, rispetto al mese precedente. Il 2026, mentre le attenzioni del settore si stanno spostando su una vendemmia che dovrà fare i conti con le scorte in cantina molto alte, si conferma, pertanto, un anno complicato, fin qui, per il vino italiano.

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